i frutti
lettere dei lettori dei libri di Emilio

 

Diario di un angelo e Cielo che poesia sono in libreria ormai da molti anni. Ma le lettere dei lettori di Emilio continuano ad arrivare.
"Quanto tempo è? Il tempo non è, non esiste. Non risolve. Non Lenisce. Non cancella. Non trascorre. Non muta. Solo la Fede fa esistere, risolve, lenisce, cancella il peccato, trascorre immutabile, soccorre, prepara alla beatitudine”.
(31 luglio ’96, tanto per rintracciare la lettera ).

Oggi riprendiamo a pubblicare le confidenze degli amici lettori. Dopo un'interruzione durata parecchio. Quanto tempo è?
In tutto questo tempo i libri di Emilio non sono rimasti a impolverarsi sugli scaffali, hanno raggiunto e messo radici in molti cuori, sono fioriti e hanno dato buoni frutti. A questi è dedicato il nuovo spazio che apriamo oggi in rete. Perché oggi è il compleanno di Emilio.

Auguri di felice eternità tesoro mio. La tua mamma


 

i buoni frutti

Un chicco d'uva con gli occhiali? Me lo sono ritrovato nel piatto qualche tempo fa.
Lo dedico agli amici lettori che visiteranno questa pagina. Certamente capiranno.

" La fede è la lente di cui l’occhio miope dell’uomo, limitato alla visione della particella terra, ha bisogno se vuole prolungare il suo sguardo oltre i confini del finito. Credere ciò che si vede diventa vedere ciò che si crede. ...
Le lenti della fede sono cristalline, pure, trasparenti, e hanno garanzia eterna. Non deformano ma correggono le distorsioni dell’anima, permettendole di penetrare il mondo dello spirito che è l’unico mondo non virtuale. In ogni creatura umana è stato messo a disposizione questo tipo di occhiali, perché è in dotazione di ogni spirito che si incarna in uomo. Sta all’uomo averne cura perché non si righino le lenti, si incrinino o vengano perdute.
I miracoli sono un’altra cosa. Sono il realizzarsi imprevisto di proiezioni mentali e di aspettative improbabili che l’uomo porta con sé. La loro realizzazione si attua praticamente sempre, ma diviene visibile e attuabile solo a quegli occhi forniti delle particolari lenti della fede. Si tratta di una fede particolare, fatta di dedizione e di coraggio, di saggezza e di semplicità, di forza e di mitezza, di consapevolezza e di stupore, di amore universale e di rinuncia all’ io. Tutti ingredienti che miracolosamente mescolati rendono concepibile qualsiasi evento miracoloso. Non è un fatto reale questa corrispondenza che ci unisce e ci tiene vivi? O è un miracolo? E’ entrambe le cose , a dimostrazione che ove sussistono le condizioni sopra citate il miracolo diviene normalità. Oppure la normalità diviene miracolo?
E’ sempre questione di O-O. Poco importa girare intorno all’argomento. Il risultato è che il filo di Arianna che ci tiene uniti non è stato né sarà mai reciso. Ad una estremità, quella cosiddetta visibile, ci siete voi. All’altra, quella apparentemente invisibile, ci sono io che con piccoli strattini sul filo vi rendo più facile il compito di mantenere intatta quella fede che avevate smarrito, e che vi permetterà di penetrare il mistero invisibile all’occhio umano.
Ciao. Se avete problemi di vista usate gli occhiali della fede. Diffidate dalle imitazioni. Emilio".
( 8 ottobre 1996)


A "grande richiesta", riprendiamo a pubblicare lettere inedite dei lettori di Emilio. Compariranno un po' alla rinfusa, perché sono tante e abbiamo fatto un po' di confusione. Ce ne scusiamo, questa viva testimonianza di amore e di fede dura da più di venti anni e non è facile tenere un registro ordinato. Nel preparare questa nuova pagina ho riscoperto anche io il tesoro dei Diari di un angelo che ci regala il cielo, e mi sono commossa, emozionata e sorpresa come la prima volta che ho aperto la lettera di uno sconosciuto che scriveva: grazie Emilio, ti voglio bene. Dunque eccoci qui, anche il nostro diario continua.

"Questo nostro cielo, questa volta sotto la quale prendono vita tante storie, compresa la nostra, è pervaso dalla poesia dell'Amore che lo sostiene e lo rende incomparabilmente vitale. Sono storie che non si consumano ma diventano eterne, a  testimonianza di quell'Amore che Dio ci insegna a cercare e ci sollecita a trovare, rovistando caparbiamente tra le avversità della vita. Affinché il divenire dell'uomo sia espressione d'amore, che porta nel cuore l'Amore di Dio e il Suo progetto di un futuro eterno". (Emilio, 7 settembre 2002)


 

Cara mamma e caro papà di Emilio, mi chiamo Mattia, ho 19 anni e sono nato dalla nostra bella città, Roma, anche se purtroppo non ho mai avuto occasione di viverci né prima né dopo il trasferimento con la mia famiglia in Emilia- Romagna. Emilio ha fatto del bene, ancora una volta. Credo non vi sorprenderà affatto sapere che considero il suo primo libro come un dono della provvidenza: l'ho trovato in oratorio e, non ricordo bene per quale motivo, ho accettato di leggerlo. Dopo aver capito come pormi davanti a quanto scritto, non in termini di malafede, quanto più del modo a me più facile di leggerlo e di maturare riflessioni, ho sentito che mi ha veramente cambiato. Mano a mano che andavo avanti io sentivo che quanto c'era scritto non poteva essere falso, perché sentivo, come di rimando, aumentare la mia fede e vedevo che cambiavo il modo di affrontare la mia vita e di concepire il mio rapporto con Dio. Oltre alla piacevole sorpresa di scoprire che Emilio era (è tuttora?) romano e all'affinità che subito è nata, mi ha sorpreso moltissimo quanto sia stato capace di generare amore in vita. Durante la descrizione degli ultimi giorni ho sentito in maniera molto forte la vicinanza, la preoccupazione, le emozioni di tutte quelle persone che gli sono state accanto, che traspare anche in altre parti, e mi sono tra l'altro piacevolmente meravigliato quando ho letto che anche Dio se n'è stupito a sua volta.

E' stato bellissimo vedere come abbia lasciato un segno forte in tanta gente con la sua persona, di come ne sia stato capace. Per contro, io sento di non esserne ancora in grado. Purtroppo un'infanzia abbastanza complicata, disavventure in generale con la maggior parte delle persone, trasferimenti che non rimpiango perché mi hanno letteralmente salvato da sorti ben peggiori (In fondo: “Nulla avviene per caso”. Mai frase fu più vera!) e una mia natura abbastanza timida e introversa, mi hanno portato a un atteggiamento di chiusura e diffidenza automatica verso gli altri. Si sono fatti grandi passi avanti, ma faccio ancora fatica ad accettarmi e ad aprirmi alle altre persone. Io però aspirerei a un di più: vorrei generare amore, lasciare un segno, come hanno fatto Emilio e altre persone di cui ho avuto modo di sentire la testimonianza. A questo proposito mi rivolgerei direttamente a lui, vi sarei veramente grato se gli faceste arrivare questo messaggio:

Ciao Emilio, non so se hai avuto modo di seguire la mia vicenda da quando ho iniziato a leggere il tuo primo libro. Ringrazio te e tutti coloro che lassù hanno reso possibile un così bel progetto, capace di arrivare così a fondo nel cuore di tanti e di fare tanto bene a persone così diverse. Ti vorrei chiedere inoltre un favore speciale: io ho chiesto molto al Capo, che sento anche fisicamente molto vicino, di cambiarmi per essere in grado di lasciare un segno d'amore nelle persone che incontro; di non aver più paura degli altri e di sentirmi libero dalle ferite passate che, consciamente o inconsciamente, mi impediscono di entrare in sintonia con loro e di utilizzare “la chiave di tutti i cuori” di cui ci hai parlato. Sento che mi ha ascoltato e ci sta lavorando, ma vorrei chiedere a te, che sei un messaggero celeste, di inoltrare la richiesta, se non di un piccolo miracolo, di una spinta speciale, perché soffro molto di questa situazione. Tutto questo ovviamente qualora fosse coincidente con la Sua volontà. Lo spero. Spero anche tu possa inserire tra le tue tante missioni anche questa qui. C'è un'altra cosa che mi preme molto: la purificazione della mia anima. Hai descritto quella condizione con parole così belle, tutto quello che descrivi dell'aldilà è bellissimo. Se non pretendo troppo, nell'avanzare un'ulteriore richiesta e lasciarti un altro messaggio, chiediGli per favore di buttarci un occhio e diGli che non è mia intenzione farLo star male per i miei peccati, ma che è solo il risultato della mia debolezza. “Non ponete limiti alla mia moneta, ma non dimenticate di pagare il pegno”. Appena mi sentirò pronto, mi andrò a confessare di nuovo.

Ho letto inoltre la pagina sul sito riguardo alla trasmissione televisiva e credo che lei, mamma di Emilio, sia stata molto coraggiosa e che avesse già all'epoca una grande fede per stare così serena davanti a molte telecamere e a un millantatore pronto a usare qualsiasi mezzo per minare la fede delle persone. Confesso che le sue parole riportate nel sito avevano colpito nel segno, ma con un piccolo aiuto dall'alto e la lettura di qualche letterina di Emilio, sono riuscito a non perdere di vista la verità delle cose. Concludo ringraziandovi davvero tanto, per quello che voi e Emilio siete riusciti a fare per me. Appena potrò e sarà giunto il momento, sarò felice di leggere “Cielo che poesia” e continuare questa avventura. Un cordiale saluto. Mattia (24 ottobre 2015)


Egregio Professore Crispo,
francamente non so se Lei leggerà questa mia lettera, spero tanto che Lei sia il padre di Emilio. Credo che riceverà molte lettere, La prego di dedicarmi un paio di minuti per leggere anche la mia.
Ho appena finito di leggere il Diario di Emilio acquistato in una libreria qui a Pescara, per caso, perché ero entrato per prendere alcuni libri che mi interessavano, poi, curiosando in giro, ho notato il libro, l’ho rigirato e ho visto la foto di Suo figlio. Mi ha colpito il suo sguardo. Senza sapere, ovviamente, cosa contenesse il libro ma avendone letto il titolo, ho immaginato che suo figlio stesse guardando dal cielo verso la terra. Questa immagine mentale mi ha spinto a prenderlo. E feci bene. La sua lettura mi ha illuminato molto.
Sono passati 22 anni da quando Suo figlio È salito in cielo (che strano, pensandoci il numero 22 ricorre). E trovandosi ora nel mondo della verità e non potendo per natura dire delle bugie, sono certo che quello che dice a Lei e alla signora Annarita risponde certamente al vero. Perché le sue parole scaturiscono da una volontà non più umana, ma sono illuminate dall'amore di Dio, che lo ha permesso.
Professore, sono un 77 enne e nella mia vita ne ho passate di prove, in questi ultimi anni una molto seria, e non so come andrà a finire. Leggendo il diario di Suo figlio mi sono molto rasserenato, Perché mi ha fugato di molti dubbi e questo, percorrendo io l'ultimo tratto della mia vita terrena, è stato buono e consolatorio. Vostro figlio, (e non le sto dando del voi) per volere del Signore, sta facendo del bene a chi, per e con disponibilità d'animo riesce a comprendere e meditare le sue parole profonde e ispirate.
Non la trattengo oltre e la ringrazio per il suo tempo. Mi appresto a prendere il secondo diario di Emilio e sono certo che ne leggerò delle belle. Ossequi a lei e alla sua gentile signora. Con profonda stima. Fusilli Giuliano. (26 aprile 2017)
P.s. Dimenticavo, Vostro figlio è molto spiritoso (in tutti… i sensi).


Nei periodi un poco bui del mio cammino a un certo punto è arrivato Emilio … con il suo Amore e la sua gioia,  a  “contaminare” la mia vita ed il mio pensiero.  So che lui non ha bisogno di preghiere, ora che vive e gode della visione beatifica di DIO e della santissima Vergine con tutti i suoi Angeli e Santi, ad ogni buon conto c’è sempre una preghiera e un pensiero d’amore per lui. Qualche volta ho offerto una santa Comunione a tutti gli angeli del Signore, a tutti i beati e a Emilio. Anche se a loro non serve, dalle rivelazioni di una mistica ho compreso che ricevono una grandissima gioia se gli viene loro offerta. Una stranissima sensazione di gioia e amore mi lasciavano e mi lasciano tutt’ora le parole e gli scritti di Emilio che, insieme in primis al Santo Vangelo, Bibbia e scritti di Santi e carismatici, si uniscono a completare il puzzle della visione e conoscenza di DIO. Per quello che la mia misera umanità può contenere… Come diceva giustamente Padre PIO, ogni anima è come un recipiente: chi un bicchiere, chi una brocca, chi una damigiana, e DIO, nel suo grande Amore, riempie ognuno per quanto ne può contenere, lasciando comunque ad ognuno l’accettare questi doni con quella terribile verità che è il nostro libero arbitrio. 
Vorrei tanto poter portare un fiore sul luogo del suo riposo del corpo al Verano ma mi è così difficile visto che vengo raramente a Roma e con pochi mezzi. Per ovviare gli mando una piccola preghiera, come piccolo fiore sulla sua lapide materiale, consapevole che lui è sempre vicino. Il Signore Iddio colmi di ogni gioia voi genitori che avete accettato il dono della vita amando Emilio quando era in vita ed ora che è nell’ ALDILA’.
Con tanto affetto e amore. Antonino. (27 gennaio 2016)


Desidero ringraziarvi per la serietà e la tenerezza con cui raccontate la vostra esperienza. Ho conosciuto vostro figlio e la vostra storia nel lontano 2003. Quel giorno ero entrata in una libreria, e stavo attraversando il periodo più brutto della mia vita. Avevo perso da poco mio fratello Fabrizio. Un brutto incidente stradale, ce lo ha portato via a soli 20 anni. Venni subito colpita da una copertina raffigurante un bellissimo angelo. Ho iniziato a leggere l'introduzione e mi è sembrato un segno del destino. Io all'epoca ero lontana dalla mia famiglia, originaria di Lecce. Studiavo giurisprudenza a Modena. Mi sentivo molto sola e non sapevo come affrontare la situazione. Ho trovato conforto leggendo le bellissime lettere di Emilio e l'ho fatto conoscere anche a mia madre. In quel brutto momento ci ha aiutato tantissimo. Sono passati tanti anni, ma il mio affetto per Fabrizio è ancora vivo, insieme alla nostalgia di non poterlo vedere e abbracciare, anche se all'inizio percepivo spesso la sua presenza. Spero che anche mio fratello stia vivendo una vita piena di luce e di amore, magari insieme a vostro figlio. Non scorderò mai voi ed Emilio per l'aiuto ricevuto. Un affettuoso saluto. Daniela. (13 giugno 2017)


Cari genitori di Emilio, mi chiamo Gabriele R. Sono un avvocato di Padova, sposato, con tre bimbi. Desideravo, in modo molto semplice e sommesso, ringrazirVi e ringraziare Emilio per le Sue lettere. Le leggo da molti anni. Sono di inestimabile valore ed aiuto. Mio padre era un medico condotto di un paesino in provincia (da qualche anno è assieme ad Emilio in quella che sarà la nostra Destinazione finale). Anche se non mi conoscete, sappiate che sono uno dei tanti, unitamente a mia moglie, che ha profuso tanto affetto nei Vostri confronti e in quelli di Emilio. Che fantastico ragazzo! Un caro saluto. Gabriele R. (12 giugno 2017)

 


Cara Annarita questa sera all'Auditorium il concerto di chiusura: Gershwin Gala. Quando sono entrati in scena addirittura 2 pianoforte gran coda ho capito cosa avrei ascoltato, anche perché ho sentito che qualcuno era vicino a me, a sinistra sulla scaletta. E insieme ce la siamo proprio goduta tutta quella Rapsodia in blu che tante volte abbiamo ascoltato a casa tua, suonata da Emilio. Al bravissimo pianista si sovrapponevano immagini lontane nel tempo che ridiventavano vivissime. Le nostre Sfumature del blu, Emilio al pianoforte, il teatro di scuola. Insomma, è stato bellissimo.
Poi è finito e ho ripreso terra. Solo che il sospetto che qualcosa di "altrove" fosse accaduto l'ho avuto: ho girato la testa e, per pura coincidenza -visto che lei ha l'abbonamento di martedì e oggi è lunedì, e che in tanti anni per la prima volta la incontravo all'Auditorium- ho visto Lolita dirigersi verso la mia fila di poltrone, anzi, verso la poltrona vicino alla mia. Ok ok, la solita spericolata fantasia, dirai tu! O no? Con Lolita ci siamo capite, e commosse.
Buonanotte con Mario mia cara amica. Silvia di Beri (23 giugno 2015)


Cari Mario ed Annarita, siamo Gabriele V. e Daniela A. vi scriviamo da Ascoli Piceno. Il 19 settembre 2013 nostra figlia Dalila ha lasciato questa terra per tornare nella casa del Padre. Se ne è andata all’improvviso, durante il sonno, colta con dolcezza, come si raccoglie un bel fiore. Aveva di 22 anni e 5 mesi esatti; lei è nata il 19 aprile 1991. Abbiamo letto i due libri di Emilio, prima “Diario di un Angelo” e dopo “Cielo che poesia”; sono bellissimi e ci sono stati di grande aiuto. I due libri sono sempre sul nostro comodino e la sera ne rileggiamo qualche pagina. Inoltre leggiamo con vero piacere i nuovi messaggi che Emilio vi invia.
Ci è spesso passata per la testa l’idea di potervi incontrare. Ora è diventato un vero desiderio, in seguito al fatto che altri due genitori che vivono a cento metri da casa nostra hanno “perso” la loro figlia Alessia di 26 anni, il 27 maggio 2015.
Premetto che mia moglie ed io siamo abbastanza “alti”, ma loro, specialmente appena successo, erano veramente addolorati ed arrabbiati contro Dio. Noi stiamo cercando di  riportarli verso la fede che, come voi ci insegnate, è l’unica via per superare il dolore e ritrovare un po’ di serenità; nei nostri incontri leggiamo spesso dei brani dei libri di Emilio e loro ascoltano volentieri. In seguito a queste letture hanno manifestato anche loro il desiderio di potervi incontrare. Se fosse possibile, ci fareste un regalo graditissimo. Con affetto. Daniela e Gabriele (25 maggio 2017)


Carissimi, ho trovato questo indirizzo email sul sito di Diario di un angelo.
Ho conosciuto questi libri grazie ad una mia carissima amica che mi sta facendo da guida nel percorso della Fede e che mi dona sempre nuovi libri che mi parlano di Dio. Mi sono appassionata alla lettura e dal quel momento sento Emilio vicino a me, come se lo avessi sempre conosciuto. Anche io sono nata a Roma, nel quartiere Trieste il 23 giugno 1961, ora sono mamma di due ragazzi, e dopo la morte di mio padre ho cercato di approfondire la mia Fede attraverso la lettura delle Sacre Scritture e di altri libri che mi parlano di Nostro Signore.
Solo oggi, sebbene avessi questo desiderio da molto tempo, sono riuscita a contattarvi per esprimervi tutta la mia vicinanza e gratitudine e chiedervi di non stancarvi mai di scrivere le bellissime parole che Emilio ci invia tramite voi.
...Stavo giusto rileggendo per la seconda volta Cielo che poesia, e condivido la vostra riflessione sul fatto che più volte si leggono i testi e sempre più si comprende quello che ci vogliono dire. Vivo a Roma, vi sento un po' parte della mia famiglia. Vi ringrazio per quello che avete fatto per me, vi sono vicina. Alessandra M. (11 ottobre 2015)


Sono un "fan" di Emilio che a me, circa 15 anni fa, ha cambiato la vita. Di questo sarò eternamente grato al mio amico Emilio ed ai suoi "esemplari" genitori. Purtroppo un mio amico ha recentemente perso un fratello più giovane, di 18 anni, in un incidente stradale a Sabaudia. La mamma e il papà, distrutti e senza il conforto della fede, in questo momento "brancolano" nel dolore. Sono sicuro che un confronto diretto con lei potrebbe essere di enorme aiuto. So che chiedo molto, ma sento che valga la pena provarci... La ringrazio in anticipo per quello che potrà fare. Colgo l'occasione per ringraziarla ancora, di cuore, per il vostro splendido esempio e per esservi lasciati guidare dal Signore che vostro tramite raggiunge i cuori di tante tante persone.

Con gratitudine e affetto. Simone C. (16 dicembre 2015)


Gentile Signora, poco fa mi sono chiesta: chissà se oggi Emilio avrà scritto alla sua mamma per farle gli Auguri... Ma a voi, grazie al cielo, non servono prove tangibili per sentirvi uniti... E, dunque, sono certa che oggi avrà sentito suo figlio ancora più vicino, se possibile.
Io ho avuto il piacere di incontrarla nel settembre 2015, in occasione della messa per festeggiare Emilio e i suoi venti  anni di ritorno dal Padre. Siamo entrate insieme nella cappella, ma l'ho vista pensierosa e non ho avuto il coraggio di salutarla. Poi, finita la Messa, non senza il timore di disturbarla, mi sono avvicinata per salutarla e ringraziarla del dono che condivide con noi lettori... e lei, giustamente, mi ha corretto dicendomi che dobbiamo ringraziare Lui, e mi ha indicato con il capo l'altare.
Vorrei farle in bocca al lupo per il nuovo progetto (anticipato nell'ultima letterina), ma so che non ne ha bisogno... vedrà che poi andrà tutto liscio, come una sfera su un piano inclinato, come deve andare. Buon lavoro e Auguri a lei, Signora Annarita, mamma da sempre (e per sempre ) fortunata. Un caro saluto. Laura C. (14 maggio 2017)


Ciao, mi chiamo Di R. Grazia e con questa lettera vorrei dare testimonianza dei frutti visibili di un cammino di fede. Non è semplice credere in DIO dopo che la vita invita ad affrontare delle disgrazie molto dolorose. Nella vita ci sono delle prove dure da dover affrontare e una di queste è la morte. Avevo solo 18 anni quando mia sorella Dalila e suo figlio Manuel sono venuti a mancare per un incidente stradale. Due vite si sono fermate, quella di una giovane donna di venticinque anni, Dalila, e quella di un bimbo di appena una settimana di vita, Manuel. Cosa rimane dopo, nulla, solo un enorme dispiacere, una grande rabbia, non ci sono vie di uscita, solo disperazione e dolore che neanche le lacrime possono consolare.
E per caso per mia fortuna ho incontrato un angelo che mi ha donato la sua mano e mi ha insegnato piano piano a sperare e a credere che nulla è finito e anzi che tutto deve ancora cominciare. Così ho conosciuto Emilio Crispo, il suo libro ha salvato me e tutta la mia famiglia. Dopo un lutto così grande purtroppo poi si devono curare le ferite, altri problemi da affrontare, mia madre dal dolore ha avuto un infarto e mio padre un ictus cerebrale. E’ dura accettare la morte di un familiare ma poi è ancora più atroce accettare la morte di un figlio. Abbiamo passato intere giornate a leggere e rileggere il Diario di un Angelo, ogni volta un significato nuovo, come se la stessa lettera fosse scritta per la prima volta: "Ti insegnerò tante bellissime cose. Ti svelerò verità stupefacenti, ti racconterò le favole più vere che si raccontano in cielo tra cielo e terra".

Emilio mi ha insegnato a costruire delle ali, le ali per volare: "Stoffa leggera molto trasparente 1 metro. Prendi la stoffa dalla pezza grande. Stendi sul tavolo. Vai a prendere le forbici. Taglia 1 metro giusto. Vuoi le ali? Allora taglia. Devi tagliare e mettermi. Eureka! E adesso conta!" Ringrazio il messaggero al servizio di Dio che navigando con la sua barca a vela, solcando le onde violente di un mondo terreno sempre più ostile consegna un dono dal cielo, un paio di occhiali che permettono vedute sorprendenti e spettacolari. E intanto si costruiscono le Ali che permettono di volare… e così si compie il Miracolo più bello, una telecomunicazione tra Cielo e Terra. Dal baratro della morte che annichilisce anima e corpo, con le ali della libertà si ricomincia il viaggio verso la Luce, dolce e calda che teneramente avvolge il cuore e lo riempie di amore. E’ un atto di fiducia che Dio chiede, in cambio chiede solo amore.

Grazie Emilio Crispo, io e la mia famiglia abbiamo un desiderio, vorremmo incontrarvi cari Mario e Annarita, soprattutto i miei genitori che sono riusciti ad affrontare il lutto e poi la loro malattia grazie alle lettere di Emilio, ma soprattutto grazie alla consapevolezza che chi custodiva queste lettere erano due genitori che non potevano che testimoniare la verità di un dolore così forte, si sono sentiti uniti al vostro dolore a hanno condiviso le vostre domande, gli sconforti e poi la gioia per un figlio perso ma ritrovato grazie agli occhiali della fede. Attendo vostre, Grazia. (18 luglio 2017)

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