8 gennaio
2006
Gentilissimi genitori di Emilio, sono il papà di Barbara e vi scrivo
dopo aver letto il Diario
di un angelo.
Sono qui a ringraziarvi del grandissimo regalo che
mi avete fatto aiutandomi a ritrovare la forza e l'Amore per i giorni
a venire. Quando un mondo crolla e gli
occhi velati di lacrime non vedono che macerie, piano piano con le lacrime
che si ritraggono appare un nuovo mondo già formato
che è sempre stato dentro di noi, perfetto e divino, che ha bisogno
solo di AMORE per vivere. Per la prima volta dopo tanto tempo sento
con voi di poter parlare liberamente, anche se le tante
cose che il cuore vorrebbe dire si sovrappongono in un groviglio di emozioni
incredibili, che solo il cuore sa distinguere e recepire.
Grazie a Voi ed ad Emilio, siete nelle
mie preghiere. Massimo S.
|
10 gennaio
Cari genitori di Emilio, più leggo i messaggi di vostro figlio
più vi vedo fortunati. Quanto è bello vedere l'amore nella
sua forma maggiore! Posso dire que leggendo sento que lo amo? Posso dire
que Emilio lo sento anche mio? Spero non siete gelosi. Scusate i miei
errori di Italiano, questo se deve alla mia ignoranzia e al fato que
sono brasiliana.
Un forte e affetuoso abbracio da Diovana |
10 gennaio
Dalle tue
parole traspare tanta luce... e non lo dico perchè so
chi sei e conosco la tua storia... lo dico perchè è davvero
quello che doni: tanta serenità.
A volte è difficile pensare
che ci sia un "altrove", a volte è difficile credere
in un'altra vita, perchè sembra che il buio abbia il sopravvento.
Poi ti rendi conto che l'altra vita è in realtà quella
che stiamo già vivendo, talmente è forte l'amore di chi
ci guarda.
Un abbraccio da Mery, con tanti angeli nel cuore. |
11 gennaio
Carissimo Emilio,
... i medici mi hanno detto che non capiscono bene ciò che mi
accade e questo a volte mi sconforta un po’, ma hanno messo a posto
la terapia e ora sta andando meglio.
Mi sento più forte e continuo ad impegnarmi sulla via del bene,
facendo in modo che la testa e soprattutto il cuore e l’anima si
mantengano sulla giusta strada, senza perdere la rotta sulla via buia
del pessimismo e delle molte schiavitù cui l’egoismo mi
aveva portata, ma seguendo il comandamento dell’Amore che apre
porte insperate.
Confesso che faccio fatica, ma mi impegno con tutto
il cuore ad essere forte, umile, pura, aperta al dono della vita.
Abbiamo fissato la data del matrimonio il 25 marzo.
Ti ringrazio ancora di avermi accolta in tutto il mio disorientamento.
Spero non essere ancora preda dell’egoismo di chi si è chiuso
nei propri mali e pensa solo a sé, persa come ero io, ma di essere
finalmente sulla giusta strada della libertà, ancorata nella scelta
vincolante all’amore vero, stretta alla fede ritrovata.
Ancora grazie per la tua preghiera, davvero grazie. Ti assicuro la
mia per tutte le cose belle che donerai nell’intraprendenza
del bene.
Con amore, Roberta |
11 gennaio
(Un sacerdote
ha donato Diario di un angelo alla mamma di una bambina piccola che si è ammalata e
in pochi giorni ha raggiunto il cielo. Dopo aver letto il libro di Emilio
questa mamma ha desiderato conoscermi, ma ho visto in lei solo
il totale abbandono alla disperazione).
Carissima Signora,
ciò che mi dice non mi spaventa, anzi mi fa capire quanto vera
possa essere
la vostra singolare esperienza di "comunicazione"! Credo che
per E. sia
ancora troppo presto per passare alla pace della fede... é ancora
vivo
il dolore infinito... dovrà passare almeno un anno intero prima
che possa
entrare in questa dimensione di Fede. Quello che Voi avete fatto è già tanto
e capisco quanto vi faccia soffrire... per voi è ogni volta riscendere
nel
dolore che questa straordinaria esperienza non toglie, lo sò.
E' questo
ciò che fa di voi testimoni "normali": il dono di Emilio
non ha fatto di
voi dei "mostri" della fede ma delle persone che come tutti
vivono alti e
bassi e sono costretti ogni giorno a fare i conti con la propria fragilità.
Paradossalmente proprio questo vi rende "accessibili" anche
a coloro che
non sono "partecipi" di questo dono.
Credo che il "bandolo della matassa" stia nella preghiera.
Voi la chiedete
a me, io la chiedo a Voi e anche per E. dobbiamo pregare molto.
Non
dobbiamo solo attendere l'aiuto dei nostri amici "lassù" dobbiamo
collaborare
con loro affinchè la forza dell'amore superi il dolore e la paura.
Anche perchè, se non ho capito male, il dono di Emilio è un
dono più per
gli altri che per voi. Ho l'impressione che abbiate ben pochi vantaggi
da
questo dono, anzi!!!
Dunque coraggio... teniamoci uniti nella preghiera... la consolazione
verrà.
In Gesù, vostro
don D. |
18 gennaio
Carissima e dolcissima Mamma di Emilio, per una serie di circostanze che
sarebbe troppo lungo elencare, non sono riuscita ad aprire il computer
per
un pò di tempo. L'ho fatto in questi giorni ed ho letto l'ultima
lettera del
caro Emilio per il Nuovo Anno. Quanta fede! e come ci aiuta a proseguire
con
coraggio il nostro cammino. Nessuno di noi sà cosa ci attende in
questo
nuovo Anno, ma Dio sì, Lui lo sà... e poi ho scorso l'ultima
corrispondenza
dei lettori e...quale non è stata la mia sorpresa nel leggere anche
la mia
prima lettera! Mi sembra d'essere così entrata a
pieno titolo numerosa, calda, accogliente grande Famiglia del Suo
e
nostro Emilio.
Solo Gesù può tradurre certi
sentimenti.
L'abbraccio con quell'affetto che unisce la nostra bella amicizia all'amore
di Gesù, che ci aiuta a irprendere il passo, vero ?
LUI, non ci lascia mai
soli! Non dimentico
il "Rosario Mariano" l'ho
passato a tutte
le mie amiche prive del computer. Il profumo del sorriso della nostra Mamma
Celeste, ci protegga sempre.
Cerchiamo di essere serene ed abbandoniamoci
a Lei. Con l'augurio di sempre l'abbraccio con vero affetto.
Mirella
|
24 gennaio
Ogni tanto
qualcuno mi dice che sono cambiata e mi chiede come mai. Io, tranquilla,
rispondo che è tutto merito del mio angelo
custode. Che dovrei dire? Sono cambiata davvero da quando ti ho conosciuto.
Prima di tutto ho smesso di dire bugie e tu lo sai che ne dicevo tante,
non solo agli altri ma soprattutto a me stessa. Allora spero che sarai
contento. Io ne sono sicura perché adesso, invece
di fare il broncio, quando sto per dirne una delle mie, sorridi e aspetti
che ci ripensi. Ma io ormai ho scoperto che è bellissimo dire la
verità e che per non dover dire le bugie basta stare attenta
a quello che faccio. Non mentire a me stessa è un po' più complicato,
però sto imparando a essere contenta di sentirmi piccola
piccola ... così posso
camminare per mano al mio angelo custode. Non lo so sei tu il mio angelo,
ma mi piacerebbe perché sai starmi vicino con
allegria e mi fai capire le cose prendendomi in giro.
Ti sto scrivendo questa lettera per ringraziarti, le cose andavano male con
tutti e mi sentivo isolata sempre di più. Adesso devo recuperare la
fama da antipatica che mi ero fatta e non sarà facile. Mi aiuterai?
Sono quasi sicura di si. Grazie
Emilio, se non sei tu il mio angelo spiega bene al tuo collega come si fa
a farmi diventare buona e simpatica.
Un bacino. Cicci
|
30 gennaio
Ho letto il primo libro Diario di un angelo, capitatomi tra
le mani per caso, e devo dire che ne sono rimasta incantata, anche perché sono
direttamente interessata al contenuto, in quanto anche io ho avuto
delle esperienze dopo la perdita dei miei genitori e quanto scritto
da Emilio mi ha rassicurata sotto tanti aspetti!
So che che esiste la vita oltre la vita, ne sono convinta. Ma ringrazio
Emilio per avermene dato maggior certezza con le sue lettere e ringrazio
IL SIGNORE per aver permesso questo.
Anto 2006

|
13
febbraio 2006
Cari Genitori di Emilio, sono un 47-enne a cui è mancato
improvvisamente il papà. Emilio dice che può intercedere
se appena appena gli è consentito: se bontà , altruismo
e amore per il prossimo sono i criteri per cui si è valutati di
là , mio padre gli è sicuramente molto vicino. Mi manca
ancora molto ... e sto tuttora attraversando un momento difficile, vorrei
chiedergli un segno e domando questa grazia ad Emilio.
A voi dico grazie. Ho cominciato ad essere molto turbato in occasione
del Vostro intervento a " Porta a Porta ", ma poi i libri di
Emilio poi mi hanno aperto il cuore. Grazie ad essi ho scoperto davvero
e forse solo adesso la fede. Farò di tutto per vivificarla sempre
di più.
Ancora grazie. Ivan Giovanni lochis |
13
marzo 2006
Ciao Emilio, anch'io ho perso mio fratello Alessandro il 14 ottobre
2001. Sai, credo ci siano diversi tipi di amori, di affetti, quello che
ci legava era un affetto vero profondo. Nell'arco della nostra vita
incontriamo, conosciamo tante persone, ma sono davvero poche quelle che
ci fanno toccare il cuore e di cui possiamo fidarci ciecamente. Ale è
stato davvero sempre una forza della natura, ma non ti sto a spiegare
tutte le sue qualità perchè sono certa che tu hai modo di
stare insieme a lui e di conoscerlo! A tutt'oggi non riesco a parlare
con nessuno liberamente del mio dolore, credo non passi un giorno
senza un pensiero, un ciao con la mia voce guardando il cielo per lui.
Devo dire che il primo anno è stato davvero dura, anche per una
serie di circostanze, nel senso che nella mia famiglia ci sono state sempre
delle difficoltà da superare.
Insomma adesso non voglio fare la patetica, ma nel momento esatto in cui
pensavamo di aver risolto buona parte dei nostri "casini" e'
successo l'incidente sul lavoro a Ale. Pensa che lo avevo visto la domenica
bello come il sole e il lunedì ho dovuto scontrarmi con la dura
realtà che il mio fratellone non c'era più. Non serve aggiungere
altro.
Adesso sono comunque sono serena e sto vivendo la mia vita, la cosa bella
è che davvero sono tornata a sorridere. C'e una frase bellissima
che ho letto da qualche parte e che mi appartiene e dice "nessuna
sofferenza è più forte della forza dentro di noi".
Sono certa che Ale mi vuole felice e io ci provo tutti i giorni.
Con tutta l'umiltà e semplicità ti chiederei se possibile
di abbracciarmi forte forte il mio fratellone e dirgli (ma lo sa già)che
gli voglio un mondo di bene!!
Grazie. Ciao Emilio. Paola P.
|
20 marzo 2006
Vi invio questa mail in quanto ho letto il primo libro di Emilio e sto completando
le lettura del secondo, ma assiduamente ogni giorno, o quasi, leggo su internet
anche i vecchi e nuovi messaggi. Devo dirvi che sono molto contento e soddisfatto
di leggerli, mi aiutano molto nella coltivazione della fede.
Preso dalla curiosità di saperne di più, ho fatto delle ricerche
su internet riguardo alla scrittura automatica e con mio sommo stupore ne ho
sentito parlare per lo più in senso negativo. Ora dato che i messaggi
di Emilio vengono presi con tale mezzo e premesso che credo nella buona fede
di chi li trascrive, ma anche nella veridicità e genuinità di tali
messaggi, infatti non credo possa essere diversamente visti i contenuti, mi domando
se è da molti ritenuta una pratica così negativa, può un
Angelo servirsene?
Questa storia sulla presunta negatività della scrittura automatica mi
ha messo in difficoltà psicologica e vi prego di rasserenarmi al riguardo, è per
me di vitale importanza conoscere cosa ne pensate voi grazie all' esperienza
maturata. Anche se in cuor mio posso vedere la differenza tra messaggi "buoni" e
quelli "cattivi", ho bisogno di una rassicurazione in quanto non credo
io possa fidarmi troppo delle mie sensazioni su una cosa che non conosco assolutamente.
Credo fermamente che tutto ciò che compone i libri e il sito sia
reale e veritiero, mi potrei basare solo sulla mia personale fede, tanto
poi alla fine rimane solo quella, ma umanamente vi chiedo una vostra rassicurazione.
Anticipatamente e calorosamente ringrazio. Emanuele M.
RISPOSTA
Caro Emanuele, forse non riuscirò a rispondere esaurientemente alle tue
domande, ma proverò comunque a farlo con sincerità.
Di “scrittura automatica” ne so veramente poco e, anzi, neppure
capisco cosa voglia dire questa definizione.
La nostra situazione era in origine simile alla tua, quando Emilio ha
cominciato a scrivere, la cosiddetta “scrittura automatica” ci
era del tutto sconosciuta e solo molto tempo dopo abbiamo appreso che il
fenomeno era noto e molto diffuso. Perciò, come hai letto in Diario
di un angelo, la
nostra sorpresa è stata pari alla tua, anche se con tanta incertezza
e tanta emozione in più.
Ma ormai la nostra esperienza si è abbastanza
consolidata e abbiamo superato i tanti dubbi dei primi tempi. Questo per
merito dei contenuti delle lettere di Emilio, che non ci siamo limitati
a valutare in proprio ma abbiamo sottoposto al parere di sacerdoti molto
qualificati, e soprattutto preparati in teologia e ortodossia cattolica.
E soltanto con la loro approvazione è stato
pubblicato il libro di Emilio.
Per esempio: “ Merita di essere conosciuto, divulgato e meditato per
il bene spirituale di molti”, ci è stato scritto da
un vescovo nunzio apostolico dopo aver preso visione del Diario di un angelo.
Dunque, quando ci siamo trovati ad affrontare l’impatto con il tema della “scrittura
automatica” eravamo già, per così dire, pronti a cogliere
la superficialità e i pregiudizi di chi ne discute in termini spesso inquietanti,
ma sempre genericamente fermandosi al come e senza entrare nel merito del perché e
soprattutto di cosa viene scritto. E’ da comprendere. Per contestare eventuali
errori o trucchi diabolici bisogna innanzi tutto trovarli ... leggendo migliaia
di pagine. L’operazione richiede una gran quantità di tempo, studio,
attenzione, mentre è molto più comodo (ho detto comodo e non facile)
prendere distanza dalla “scrittura automatica” traendo spunto
da due o tre citazioni generiche, senza neppure verificare se siano pertinenti
o no ai singoli casi.
Dicevo comodo e non facile, perché è sicuramente difficile, per
chiunque dichiari la propria fede (soprattutto cattolica), negare la verità della
Comunione dei Santi e, ancora di più, negare che Dio possa permettere
ai Suoi figli di viverla in seno al Suo Amore. Ed è altrettanto
difficile per chiunque si fida della scienza girovagare tra neurologia e psichiatria,
per poi arrivare alla psicologia e dover ammettere che la psicologia non ha validità scientifica,
poiché alla sua ricerca non è e non può essere riconosciuto
valore scientifico.
(Il preside della facoltà di psicologia, il sacerdote prof. Valentini,
diceva: Prudenza ragazzi nel fare diagnosi, nessuna autopsia potrà mai
dimostrare che sono esatte).
Allora, di fronte alle tante ipotesi in circolazione, come regolarsi?
Non vorrei farla tanto lunga, per cui ti dico semplicemente come la penso.
Contemporaneamente ti prego di tenerne conto come meglio credi, applicando
il tuo senso critico. Questa mia, nostra opinione naturalmente non riguarda
la “scrittura automatica” in
generale, ma soltanto le lettere di Emilio e noi, suoi genitori, che le scriviamo
come sai. Dopo averci pensato bene, con il sostegno di chi ha titolo per consigliarci,
abbiamo capito che è inutile dare ascolto a chi non ci conosce e tanto
meno ha letto i libri di Emilio. E, poiché certamente non sta a noi, lasciamo
la responsabilità di occuparsi del fenomeno della “scrittura automatica” a
chi ne ha voglia, augurandoci che proceda con competenza e onestà,
possibilmente senza pregiudizi e presunzione.
In questo senso ti segnalo un documento della Conferenza Episcopale
dell’Emilia
Romagna, che definisce un criterio fondamentale per orientarsi tra
i diversi fenomeni (reali o presunti) di comunicazione tra il mondo terreno
e il mondo dello spirito. Questo consiste nella differenza tra invocazione ed
evocazione : “ con la parola evocazione si deve intendere
qualsiasi metodo con cui si cerca di provocare con tecniche umane una
comunicazione sensibile con gli spiriti o le anime dei defunti per ottenere
notizie e diversi aiuti. Il recente catechismo della Chiesa cattolica respinge
l’evocazione degli spiriti dei morti tra le varie
forme e figure designate normalmente sotto il nome di spiritismo,
e in particolare contesta il ricorso ai medium come volontà di
dominio sul tempo, sulla storia e infine sugli uomini”.
E’ chiaro dunque che la Chiesa si esprime
sottolineando che la comunicazione con il mondo dello spirito non deve essere
provocata e tanto meno richiesta per “evocazione” con il fine utilitaristico
di ottenere un qualsiasi privilegio non connaturato all’uomo.
Un altro documento che ti segnalo è il Commento Teologico scritto
dal Papa Benedetto XVI (quando era Prefetto della Congregazione per la Dottrina
della Fede)
su Rivelazione pubblica e rivelazioni private (che ho trovato
in appendice alle Memorie di Suor Lucia a Fatima).
Te ne trascrivo una frase: Il criterio per la verità ed il valore
di una rivelazione privata è il suo orientamento a Cristo stesso. Quando
essa ci allontana da lui, quando si rende autonoma o addirittura si fa passare
per un altro e migliore disegno di salvezza, più importante del Vangelo,
allora essa non viene certamente dallo Spirito Santo, che ci guida all’interno
del Vangelo e non fuori di esso. Ciò non esclude che una rivelazione privata
ponga nuovi accenti, faccia emergere nuove forme di pietà o ne approfondisca
o ne estenda di antiche. Ma deve comunque trattarsi di un nutrimento della fede,
della speranza e della carità, che sono per tutti la via permanente
della salvezza.”
Non vado avanti perché non mi piace abusare di citazioni autorevoli,
ma ti segnalo come reperire il saggio per intero all’interno del documento
della Congregazione per la dottrina della fede “Il messaggio di fatima”.
http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20000626_message-fatima_it.html
(scorri verso la parte finale del documento, ai paragrafi: Rivelazione
pubblica e rivelazioni private- il loro luogo teologico; Struttura atropologica
delle rivelazioni private)
Come vedi ti ho dato lo spunto per riflettere e capire se e in quali
casi puoi sentirti rassicurato o no.
Ma forse ti riferivi solo alle lettere di Emilio. In questo caso non
puoi pretendere assoluta obiettività da mammabanana, perciò sarà meglio
guardare ai fatti e ai frutti. Diario di un angelo è arrivato
alla sua undicesima edizione, Cielo
che poesia naviga intorno alle 10.000 copie, dunque sono diffusissimi.
Se ne è parlato abbastanza sui giornali, alla radio, in televisione
e ci risulta che i libri di Emilio siano ben conosciuti anche negli ambienti
religiosi. Dai lettori, e tra questi molti sacerdoti, costantemente riceviamo
una incredibile quantità di apprezzamenti e di testimonianze
sui buoni frutti delle parole di Emilio. Nostro figlio ci sta
consegnando “un tesoro che deve essere svelato a tutti”.
Per concludere, siccome ho promesso di parlarti con sincerità, ti
dirò che
abbiamo ricevuto anche ben due reclami, motivati, appunto, con le
accezioni negative della scrittura automatica: erano dovuti a un esorcista
e a un sedicente “esperto”,
che non ci conoscono e non hanno degnato i nostri libri neppure
di uno sguardo, né hanno
voluto a farlo in seguito alla nostra rispettosa sollecitazione.
Comunque restiamo sempre aperti al dialogo e siamo disponibili a qualsiasi
tipo di approfondimento sulla nostra esperienza o su di noi direttamente,
sempre che l’interlocutore
conosca i testi di cui dovremmo parlare e senta il bisogno di fare la nostra
conoscenza.
La stessa cosa consiglio anche a te. Potresti portare le lettere di Emilio
a un sacerdote che conosci e chiedergli di leggerle per aiutarti a chiarire
i tuoi dubbi. L’incontro potrebbe essere anche una buona occasione
per rendere ancora più fertile il tuo campicello della fede, che
sicuramente potrai coltivare meglio sotto la guida di un sacerdote.
Perdonami se ho parlato tanto, la tua lettera mi ha dato una grande gioia
per la spontaneità con la quale ti esprimi e la lealtà dei
tuoi dubbi. L’onestà intellettuale è una rarità al
giorno d’oggi.
Non dimenticare di ringraziare il Signore che ti ha fatto questo dono prezioso,
io ringrazio te di avermene fatta partecipe.
Con affetto. La mamma di Emilio |
5
marzo 2006
Trovo molto spesso delle conferme su ciò che
Emilio dice nelle sue lettere con ciò che dice il Santo Padre
o ....leggete questo:
" ... Per mezzo di Maria
la salvezza del mondo ebbe inizio, e per mezzo di Maria deve avere il
suo compimento.
Nel primo avvento di Gesù Cristo, Maria quasi
non apparve, affinchè gli
uomini, ancora poco istruiti ed illuminati sulla persona di suo
Figlio, non si allontanassero dalla verità, attaccandosi
troppo sensibilmente e grossolanamente a lei, come sembra sarebbe
accaduto se ella fosse stata conosciuta, a causa delle grazie ammirabili
di cui l'Altissimo l'aveva adornata anche esteriormente.
Ma
nel secondo avvento di Gesù Cristo, Maria deve essere
conosciuta e lo Spirito Santo la manifesterà, affinché per
mezzo di lei Gesù Cristo sia conosciuto, amato e servito...
Maria deve essere terribile di fronte al diavolo e
ai suoi seguaci,
come un esercito schierato in battaglia... (dagli
scritti di S. Luigi Maria Grignon di Monfort)
Come non pensare al Rosario Mariano che Emilio vi ha dettato dal
cielo e che io recito tutti i giorni: “Nel quinto Mistero Mariano
contempliamo Maria alla testa DEL SUO ESERCITO TRIONFANTE!”.
Saluti e forza e coraggio. Maria Luisa Frascarelli |
13 marzo 2006
Mi chiamo Massimo, spero di fare parte di questa nuova famiglia, mi sento
di dover affermare con la mia verità, ciò che Emilio
tramite i suoi genitori, gli ha trasmesso. E di conseguenza a noi.
Dio è grande,
nel suo Amore ha voluto darci questa dimostrazione delle sue verità nascoste,
per tutti. La vita continua, non finisce con la morte fisica, ed è una
dolcezza sapere già in anticipo ciò che Emilio e
tanti come Emilio sono adesso. Dio crea nuovi Angeli per la nostra
Salvezza, Lui nel suo Amore vuole salvare tutti, ecco perchè noi
abbiamo nuovi messaggeri di Dio. Grazie. Massimo |
16 marzo 2006
Cari papà e mamma banana sono una mamma che ha perso il suo adorato figlio
il 27 novembre 2005 in un incidente stradale. Sono una delle tante mamme, purtroppo.
Subito ho sentito una straordinaria forza e fede in me che mi hanno aiutato a
non impazzire di dolore. Il diario di Emilio ha rafforzato la mia fede e mi ha
dato tanta serenità, anche se la nostalgia di Vincenzo è così struggente.
La mia grande preoccupazione è che lui stia bene, nelle braccia amorevoli
della nostra Madre Celeste , nella luce appagante del Signore. Grazie papà e
mamma di Emilio, chissà se i nostri figli si sono incontrati, i nostri
angeli guerrieri della luce, io lo spero. Grazie del vostro prezioso diario di
un angelo, presto leggerò il secondo.
Un mondo d'amore, Daniela |
18 marzo 2006
Mi chiamo Massimo, spero di fare parte di questa nuova famiglia, mi sento
di dover affermare con la mia verità, ciò che Emilio
tramite i suoi genitori, gli ha trasmesso.E di conseguenza a noi. Dio è grande,
nel suo Amore ha voluto darci questa dimostrazione, delle sue verità nascoste,
per tutti. La vita continua, non finisce con la morte fisica, ed è una
dolcezza sapere già in anticipo ciò che Emilio, e i tanti
come Emilio sono adesso. Dio crea nuovi Angeli per la nostra Salvezza,
lui nel suo Amore vuole salvare tutti, ecco perchè noi abbiamo
nuovi messaggeri di Dio. Grazie.
|
20 marzo 2006
Cari papà e mamma banana, sono una mamma che ha perso il suo adorato figlio
il 27 novembre 2005 in un incidente stradale. Sono una delle tante mamme, purtroppo.
Subito ho sentito una straordinaria forza e fede in me che mi hanno aiutato a
non impazzire di dolore. Il Diario di Emilio ha rafforzato la mia fede e, anche
se la nostalgia è così struggente, mi ha dato tanta serenità.
La mia grande preoccupazione è che lui stia bene, nelle braccia amorevoli
della nostra Madre Celeste, nella luce appagante del Signore. Grazie papà e
mamma di Emilio del vostro prezioso libro, chissà se i nostri figli si
sono incontrati, i nostri angeli guerrieri della luce.
Un mondo d'amore, Daniela Z. |
20 marzo 2006
Carissima mamma di Emilio, ti ringrazio davvero tantissimo per la tua gentile
e dolce risposta, sapevo che quello che chiedevo era quasi impossibile ma nonostante
tutto ho voluto provare ugualmente.
Le tue parole sono comunque giunte piene di comprensione, conforto e speranza.
Cercherò di trasmettere il tuo messaggio e il tuo consiglio alla mamma
di S. sperando così che una luce finalmente si accenda e riscaldi il suo
cuore.
Un bacione e grazie ancora per tutto, Lia. |
23 marzo 2006
Sono proprio belle
le nuove lettere di Emilio. E’ una grande gioia ogni volta che ne trovo una nuova.
Mi colpisce tanto quella del 19 marzo, praticamente contemporanea a una
notizia che abbiamo letto sul giornale lunedì 20, ovvero che una
statua della Madonna a Forlì avrebbe pianto sangue. Se è vero
che sono tempi brutti, è altrettanto vero che siamo consolati
dalla vicinanza del cielo e dalle attestazioni di amore che anche attraverso
Emilio ci arrivano e ci rassicurano.
Grazie. Un abbraccio grande, Paola.

|
18
aprile 2006
Gentile mamma di Emilio, l’abbraccio con questa poesia
di don Tonino Bello,
che mi ha toccato il cuore. MariaLuisa
|
19 aprile 2006
Emilio, ti prego, aiutami ! So che tu conosci tutta la mia storia e
ti scongiuro di aiutarmi … a non peccare, ma anche a trovare pace dentro
di mè nella volontà del Signore. Ti prego proteggi me e la mia
famiglia in un momento così difficile … che sia fatta la volontà del
Signore per il nostro bene, ma che trionfi l’amore sempre e comunque.
Emilio, se il Signore te lo concede, fatti vivo anche per me, ne ho un disperato
bisogno … tu sai cosa desidero nel mio cuore … ti prego aiutaci
! Alessandra |
21 aprile 2006
Cara mamma (leprottina), così come vi chiama vostro figlio Emilio, la
lettera del 9 aprile 2006 sembra che sia stata indirizzata a questo povero cuore,
straziato, disperato, affranto dal dolore di non poter più riabbracciare
il mio dolce figlio G. andato via senza una parola, senza un ultimo abbraccio.
La sera che ha compiuto quel gesto disperato, come mamma mai avrei immaginato
che lo avrei perso e l'ho aspettato fino alle sette del giorno dopo. Mi ero ripromessa
di andare al lavoro sperando che, come ogni giorno, mi venisse a salutare prima
di uscire. Invece è arrivata la telefonata della polizia ferroviaria.
Eppure a me confidava tutti i tormenti e le gioie, la delusione e la disperazione
per essere arrivato a ventinove anni senza aver deciso per la sua vita futura,
perchè condizionato da genitori non attenti al suo grido di dolore, troppo
egoisti per cercare insieme il suo futuro, perchè condizionato da una
società superficiale e non adatta alla sensibilità di giovane
nato con tanto amore per la vita, per la gente, pieno di principi, pronto a incassare
tante delusioni sentimentali in famiglia e nelle amicizie profonde non ricambiate,
troppo rispettoso nei confronti dei genitori, capaci solo di rinfacciarsi
i rancori della vita, senza rispetto per la gioia dei figli avuti nella
Grazia di Dio.
Quattro figli che hanno sofferto e continuano a soffrire lo scotto di un
legame che io ho voluto per forza, salda ai principi dei comandamenti di Dio,
sicura di accollarmi le ansie, i dubbi, la rabbia di un padre che ho sempre perdonato
di avermi fatto vivere, come ancora vivo, derisa, calunniata, offesa, umiliata.
E non riesco a capire come faccio a dimenticare tutto dopo qualche giorno. Mi
guardo allo specchio e mi vergogno di me stessa, perchè ho sempre messo
da parte il mio orgoglio tutto ho permesso per amore. Quando
l'ho conosciuto ho deciso di sfidare la parte malata del suo carattere, evidenziando
solo i suoi pregi. E lui , dopo trentatre anni di condivisione di vita, mi reputa
ancora una donna falsa. Questa per me come donna è una
parola calunniosa all'eccesso, io che soffro a vedere tante donne che ingannano
il proprio uomo con una superficialità unica.
La sera quando vado a dormire mi domando quanti sbagli ho commesso nella giornata.
Ringrazio sempre DIO per la grandezza della vita, ma ho dei momenti in cui mi
sento sprofondare. Ritorno sempre a parlare del padre, ma per me i figli, per
principio, sono sempre il frutto dell'unione non solo materiale ma anche spirituale:
ciò che non è avvenuto in noi. La lettera di Emilio del 9 aprile è indirizzata
anche a questa mamma senza carattere, nata per costruire la famiglia sacra per
principio e amante della vita sacra per principio: ma con i risultati che voi
sapete. Arrivederci da Lucia |
24 aprile 2006
Carissima mamma di Emilio, sono la mamma di Michele, un ragazzino
di 16 anni morto nel gennaio 2000 di leucemia. Si è ammalato a
8 anni, era il 1992. Nell'ottobre 1997, quando sembrava che ormai quell'incubo
fosse finito, abbiamo scoperto per caso che la leucemia era ricomparsa.
Pensa al mio dolore soffocato nel dover dire ad un ragazzino di 13 anni
che quella malattia, che sembrava essere solo un ricordo, era ritornata
e che si doveva ricominciare da capo. Nel febbraio 98 siamo andati a
fare un controllo all'ospedale per vedere se il midollo del fratellino
di 3 anni o il mio o quello di mio marito fosse compatibile. Ma niente
da fare. Allora il dottore ci ha comunicato che era assolutamente consigliato
fare il trapianto appena trovato un donatore nel registro universale
dei donatori. Ma dopo la prima ricaduta era molto probabile che venisse
la seconda, con una possibilità di guarire era quasi nulla.
Noi
siamo della provincia di Salerno e andavamo al policlinico di Napoli,
ma, secondo loro, Michele andava bene così e quindi, nonostante
avessimo trovato il donatore non fu ritenuto necessario fare subito
il trapianto. Nel Febbraio ‘99 Michele ha avuto una nuova ricaduta,
allora siamo partiti per Pavia e all'inizio di maggio ha avuto inizio
un nuovo calvario per mio figlio. Il trapianto completo di midollo sembrava
perfettamente riuscito e, dopo varie peripezie, nel settembre del ’99
eravamo a casa, ma tornavamo a Pavia per controlli ogni quindici giorni,
anche se a detta dei dottori mio figlio stava bene.
Il 23 novembre 1999 durante una seduta di aferesi fui chiamata dal dottore
responsabile del day hospital di oncologia per il responso. Il midollo
era infiltrato e si doveva ricominciare. Eravamo di nuovo
nell’incubo,
ma questa volta era diverso, il mio adorato cucciolo si era stancato.
La mattina del 24 novembre sentivo il mio tesoro piangere ed non riuscivo
a farlo smettere perchè avevo anch'io tanta voglia di piangere
e urlare la mia rabbia. Allora lui, da ragazzo dolcissimo
quale era, ha detto: "Sai mamma, questa volta è finita,
sono stanco, non c' è la faccio più. Qualcuno lassù ha
deciso in un altro modo, ma io sono contento di aver avuto una mamma
come te, se rinascerò vorrò vivere di nuovo con te, papà
e Alex ".
Immagina il mio cuore, in quel momento mi sono resa conto di quanto fosse
stanco. Erano 7 anni che combatteva contro una malattia inizialmente
data guaribile al 80%, e invece, appena lui iniziava a stare bene
ricompariva e l’incubo ricominciava. Il mio angelo se ne andato
l'11 gennaio alle 09.30 del mattino dicendomi "Mamma ti voglio
bene". Era entrato in coma il giorno prima. Allora avevo detto a
Dio che non c'è la facevo più a vederlo soffrire così.
Se Dio aveva deciso di prenderselo chiedevo che lo facesse, Gli restituivo
ciò che era suo in partenza. Ma doveva dare a me la forza di andare
avanti, di continuare ad amare il mio cucciolo solo in modo diverso.
Lo sai? Lo ha fatto. Michele adesso è fra le sue braccia, ma io
amo immensamente Dio e la Mamma Celeste che mi hanno dimostrato il loro
grande amore aiutandomi a capire l'amore immenso che riesce a donare
Dio.
L'importante è aprire il cuore, così si scopre un
modo diverso di amare i nostri Angeli.
Mi sono riscoperta leggendo le
lettere del nostro caro Emilio. E ho pensato:"Allora non sono
pazza, è davvero così".
Per adesso ti lascio, ma il
mio pensiero è sempre con tutti i nostri angeli insieme a noi
mamme. Carmen |
28 aprile
2006
Cara mammabanana, non posso evitare di dirle quanto mi fa effetto la nuova letterina
di Emilio, e questo per il giorno in cui è arrivata e per l'argomento.
Nelle righe finali Emilio dice che non dimenticherà né abbandonerà mai
gli amici di allora e quelli di sempre, tra cui mi piace pensare di avere un
posticino.
Ecco, proprio quel giorno, durante la messa, io avevo pregato Dio e la Madonna
di permettere a Emilio di essermi sempre vicino e, se possibile, di rendermi
capace di avvertirne la vicinanza, perchè è ormai una presenza
fondamentale nella mia vita.
Faccio spesso questa preghiera a dire la verità, ma domenica l'ho formulata
con l'emozione provata durante la lettura del Vangelo, che tanto
mi aveva richiamato alla mente le lettere di Emilio.
Sull’onda di queste sensazioni, ho proprio assaporato quest’ultima
e leggendola ho trascorso momenti importanti di fede e d’amore.
Grazie, vi abbraccio forte. Paola B.

|
6 maggio 2006
Caro Emilio, prima di conoscerti niente riusciva a farmi
stare bene. Una gran tristezza amareggiava tutte le mie giornate
e la sera prima di dormire sapevo solo pensare
che per fortuna un altro giorno era passato. Adesso ho scoperto che posso
guardare il cielo e riscaldarmi a un raggio di sole che Dio manda in
terra tutto per me.
Non ci sono tante difficoltà nella mia vita e sono io a renderla
grigia e inutile con il mio pessimismo.
Dovevo proprio incontrare un angelo come te per cominciare a capirlo.
Non mi lasciare mai, stammi vicino. Franco B. |
13 maggio 2006
Dolce angelo caro, quante belle cose mi dici sull’amore, ma il mio ragazzo
non mi ama più e mi ha lasciata. Depressione e isolamento totale. Per
favore aiutami a ritrovare un po’ di voglia di vivere. Non è la
fine del mondo, lo so, ma è la fine dei miei sogni.
Non posso più pensare a lui. Posso pensare a te? posso essere sicura che
non mi lascerai? Lo so, per ritrovare la speranza mi stai consigliando di pregare
e di affidare i miei sogni a Gesù. Lo farò, te lo prometto. Giada
B. |
23 maggio 2006
Emilio, ti prego...aiutami a non aver paura della morte. Sono sicura che averti
trovato non è un caso, sono sicura che sei lo strumento per inviare
un messaggio di speranza.
Grazie per ciò che hai fatto e che farai
per tutti noi. Antonella |
23 maggio 2006
Salve...ciao. Non so come salutare...stamattina ascoltavo la radio e
una persona che Vi conosce ha parlato del vs. sito. Mi ha incuriosito ... ed
ora sto scrivendo non so nemmeno io perché. In realtà è il
mio senso di speranza che mi fa cercare risposte a domande. E non sto
scrivendo per porgere domande in particolare, ma per chiedere dove trovare
la forza.
Sto perdendo tanto la voglia di stare qui e con tristezza mi accorgo
che il mio desiderio di fondo è non svegliarmi più una mattina.
La mia coscienza mi dice che non è corretto, ma i pensieri sono più veloci
della razionalità.
Vorrei che leggeste questa mail e vorrei che questo mi trasmettesse la forza
che vi porta alla consapevolezza che avete. Noemi |
29 maggio 2006
Carissimi Signori Crispo, dopo aver pensato molto prima di scrivervi ho deciso
di farlo perchè il Signore ci ha chiesto di fare testimonianza nel
suo nome. Vorrei mettervi al corrente di cio' che mi è accaduto e
che ha concorso a cambiare il mio modo di agire e pensare. Desidero ringraziare
vostro figlio per quello che ha fatto per me in un momento di grande sconforto.
Credo di aver avuto anche una piccola esperienza mistica, alla quale il mio
sacerdote mi ha quasi sconsigliato dare troppa importanza. Perciò non
vi racconterò tutto nei dettagli, ma sento il dovere di contattarvi
per testimoniare la mia gratitudine al Signore.
Un abbraccio. Chiara B. |
30 maggio 2006
Ciao Emilio, amico e medico degli angeli, leggo e rileggo le tue lettere
dal cielo e ogni volta vorrei farti mille domande perchè assalita
da mille dubbi. Chissà se potrai darmi una piccola risposta?
Tu sei medico e conosci le sofferenze del corpo umano, sai quanto è difficile
accettarle, ma, se si ha fede, in qualche modo possiamo sopportarle
sapendo che alla fine di questa esperienza torneremo a casa guariti
nel corpo e nell'anima. Ma come possiamo far accettare queste prove
guardando impotenti gli occhi spauriti di un bambino o gli occhi
smarriti di un cane? Come possono, loro, capire che c'è l'altra
vita, quella vera? Perchè le malattie, la fame,
la sete? Perchè non potremmo servire il Signore in letizia senza la
sofferenza fisica, dato che quella spirituale è più pesante
da portare? Animata da un profondo credo ti ringrazio per i tuoi consigli
medici e da amico, ti saluto e ti benedico. Maria Grazia

|
10
giugno 2006
Ciao Emilio, volevo dirti che da anni vi seguo e insieme alle mie
sorelle ho letto i tuoi due libri e tutte le letterine che sono nel sito.
Questo tuo raccontarci del Paradiso ci fa un gran bene, e vedo come tutto
questo è stato provvidenziale per la nostra storia... mia madre
3 anni fa si è ammalata, una malattia neurologica rara, che piano
piano l'ha consumata nel fisico. Dal 1 giugno è con te anche lei,
spero vi siate incontrati. Lei leggendo il primo libro, "Diario di
un angelo" si è molto rallegrata e adesso sicuramente può
godere personalmente delle meraviglie del cielo.
Un abbraccio a tutti voi, Emilio, mamma e papà. Grazie di tutto.
Rosita |
16
giugno 2006
Cara Signora Crispo, penso sempre a lei e a suo marito come ad amici carissimi.
Sono successe tante cose nella mia vita da non poterle riassumere in poche righe,
ma è stato di grande conforto ricevere risposta nei momenti più tristi
di questi ultimi anni così difficili. In realtà per tutto questo
tempo non le ho mai scritto ma mi sento così vicina da provare affetto
sincero pur non conoscendola, e penso di poter condividere con lei l’amore
per suo figlio.
Riuscendo ora a vivere la mia vita con più serenità, vorrei anche
dirle che il mio incontro con Emilio è servito ad aiutarmi nei difficili
momenti. Due anni fa mi sono sposata e ora sono madre di una bambina bellissima
di due mesi.
Un abbraccio, Angiola |
19 giugno 2006
Con questo messaggio vorrei ringraziare i Signori Crispo per l'aiuto che
ho ricevuto leggendo entrambi i libri contenenti le lettere di Emilio.
Ho perduto tragicamente mio fratello il 20 ottobre 2002 e pensarlo nel mondo
che descrive Emilio non ha alleviato la nostalgia infinita che sento per lui,
però a volte alzo gli al cielo e ...sorrido.
Non Vi nascondo che mi sono trovata a pensare ad Emilio e a chiedergli mentalmente
di abbracciare per me Antonio. Chissà se lo ha mai visto. Vi prego di
non considerarmi una stupida, solo che vi ho casualmente visti sia nella trasmissione
di C. Spak che da Vespa e molti dei momenti descritti durante il percorso per " elaborare
un dolore così profondo" non mi erano sconosciuti, quindi ritengo
che possiate comprendere il mio stato d'animo. Per tanto, dopo averci pensato
molto tempo oggi ho preso coraggio per esprimervi tutta la mia gratitudine per
quello che fate.
Cordialmente Alfonsina L. |
22 giugno 2006
Caro Emilio, ho capito bene? Ieri il tuo compleanno, oggi il mesiversrio
del tuo compleanno celeste! Come deve essere bello vivere senza contare
i giorni che passano, senza preoccuparsi del tempo che scorre! ma il
giorno della nascita deve essere importante anche in cielo,
perché allora comincia la storia della vita. Allora ti faccio
gli auguri e ti regalo un fiore, che metterò come segnalibro
questi due giorni del tuo diario. E
tu, ti ricorderai di me il 21 che è san Luigi? E' anche
la mia festa perché mi chiamo così.
Luigi,
un tuo amico affezionatissimo. |
30
giugno 2006
Sono finalmente riuscita a comperare il secondo Diario di un Angelo, che sto
leggendo con estrema passione e con Fede, bevendo e facendo mia ogni parola che
Emilio ci trasmette. Siete fortunati a avere un figlio così! Anche per
noi è sempre scherzoso e spesso sentiamo che ci prende bonariamente in
giro. Gli voglio bene anche per questo.
Ti ringrazio e ringrazio Iddio che ha voluto trasmetterci tutto questo grande
Amore. Patrizia P.

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1 luglio 2006
ENTUSIASMO è il sentimento che per primo mi sento di esprimere!!!
Le letterine manifestano una PUREZZA cristallina che tocca così
profondamente l'anima, che desidera cercare l'onestà e la bontà
nel deserto spesso monotono o caotico della realtà in cui viviamo!
Ti fanno sentire la voglia di essere migliore!
Nelle letterine si sente la forza della verità, dell'autenticità!
MUSICOTERAPIA E COMA questa é l'essenza e lo scopo del libro.
Emilio capirà! Sono proprio CONTENTO di essere da qualche anno
un nuovo amico di Emilio! e così lo sono anche i miei genitori
entusiasti anch'essi! Un saluto con "grande affetto" da Roberto.
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3 luglio
2006
Cara mamma di Emilio grazie! Grazie semplicemente per il sostegno in un breve,
ma non unico, attimo di incertezza del mio andare umano. Qualche giorno fa mi
trovavo in uno studio medico, ero preoccupata e portavo con me, come sempre,
un rosario che mai sarebbe potuto cadere dalle mie tasche profonde, ma quando
alla fine mi sono rivestita per sedere difronte alla dottoressa, era lì sulla
sedia vuota, ben visibile. Tornando a casa, sollevata dalla mie sciocche paure,
ho capito che non ero sola, non sono sola. Erano con me La Madonnina, la mia
mamma e tutti coloro che mi hanno
preceduto. Vede io ho 57 anni, non sono sposata ma ho un figlio che in 35 anni
mi ha dato solo gioie e soddisfazioni. Nel mio cammino terreno ho vissuto le
varie tappe della vita in un'alternanza di luci e ombre, ma sempre col sorriso
sulle labbra e qualche lacrima di troppo.
L'aver assistito per dieci anni mia
madre totalmente invalida, mortificata dalla malattia, lei che era arpista nell'Orchestra
di S.Cecilia,
non è stato facile. L'aver perso, come un fiore che si sfoglia, ad uno
ad uno parenti e amici, mi porta ogni tanto ad essere malinconica. Ora vivo le
mie giornate e le mie notti in casa, con mio padre di 91 anni. Le racconto tutto
questo perchè la sua mano tesa mi ha ricordato che a volte non udiamo
le voci, non vogliamo vedere le luci che ci sono accanto semplicemente perchè accecati
dalla nostra miseria umana.
Grazie e ancora grazie per aver diviso il suo amato Emilio con tutti noi.
Mariagrazia |
18 luglio
2006
Caro Emilio, oramai siamo amici di vecchia data e tramite te ho avuto il dono
delle "lenti a contatto" della fede. Le tue lettere sono per me un
respiro d'amore, l'assaporare la brezza della casa del Padre dove vivi Tu e dove
vive mia madre e tanti altri che ho amato ed amo, oppure che non conosco. Grazie
a te e ai tuoi genitori per permettermi di respirare ogni giorno l'aria fresca
della fede.
C'è un percorso lungo davanti a me, talvolta mi sembra interminabile e
duro, ma poi mi ricordo di te, della mia mamma e delle tue letterine. (eh sì!).
Ed è fatta! Posso continuare a vivere. Ciao e grazie della serenità che
mi dai e che insieme diamo ad altri!
RingraziaLi da parte nostra. Un bacio dalla
Madonnina dell'Angelo, Enrica. |
19 luglio
2006
Egregi Signori Crispo,
mi chiamo Katya ed ho 29 anni, vivo in provincia di Venezia e lavoro come impiegata.
Mi permetto di scriverVi non solo perchè ho letto il primo Diario di Emilio
e il secondo, Cielo che Poesia, ma anche perchè io sono sicura di aver
ricevuto dei segni relativi alla presenza dell'angelo custode. Emilio ha utilizzato
un linguaggio che secondo me all'inizio era un po’ aulico e forse non accessibile
a tutti, ma in realtà molto fluido e ricco di energia. In particolare
sono stata colpita dall'insistenza di rassicurare la Mamma quasi, mi si perdoni
il termine, con amore da "nausea".
Chiedo scusa, vorrei chiedere se posso raccontare i miei segni o è bene
comunque tenerli per se stessi? Sono una ricercatrice di Dio, in questo momento
porto la Medaglia Miracolosa della nostra dolce Maria e sono contenta di dire
che seguo molto Radio Maria, grazie alla "voce di tromba" di Padre Livio che
mi ha presa circa un anno fa.
Con un certo imbarazzo vorrei ancora chiedere come sta l’angelo più amico
di tutti. Sicuramente molto bene. Le confesso che parlo con lui, come credo tantissimi
altri ormai, anzi, se non dovessi pensarlo per distrazione spero mi tiri le orecchie
se necessario.
Credo che Emilio sappia tutto di noi, anche le più brutte cose e mi domando
cosa mai pensa della mia anima.
Ho letto il secondo libro. E’ fantastico, meraviglioso, fenomenale, sublime,
chi più ne ha più ne metta! E'proprio vero, come Lei ha scritto
a pag. 193 anche io ho constatato un riscontro con le letterine. In particolare
la frase a pag. 109: "La mano è la proiezione periferica del cuore" che
conferma quello che ho sempre pensato sulle strette di mano, che più sono
forti e più ci si può fidare. Mi è capitato di stringere
la mano in modo diverso questa estate a due fratelli che mi stanno a cuore e
qualche giorno dopo ho letto la letterina che ne parla. Ah! Volevo dirLe che
mi sono permessa di segnalare i libri di Emilio anche a Padre Livio via e-mail,
perchè no. Ovviamente non mi ha risposto ma spero di non aver fatto male.
Magari li conosce già.
Vivere l' AMORE VIVO non è facile, non è facile cioè tradurlo
nella vita, ma spero di imparare.
Comunque ora La saluto. Calorosamente e spiritualmente stringo la mano in modo
forte ed affettuoso al Suo e nostro Emilio per consolidare la mia nuova amicizia
cordialmente.
Spero che Emilio stia bene e che Vi scriva sempre più spesso
e magari che possa aiutare tante persone in difficoltà. Pace e bene. Katya |
31 luglio 2006
Cari Genitori di Emilio, il" diario di un angelo" mi è stato
imprestato dalla mia vicina, sono arrivata a metà libro e ieri sono stata
al Verano nella chiesina della Madonna della Misericordia, (penso che il quadro
dovrebbe essere restaurato, ma forse è solo una mia impressione). Niente
avviene per caso, ho trovato dei riscontri in quello che dice Emilio e
proprio oggi sono stata sul vs. sito e all'11 di giugno (mio compleanno) ho trovato
una bella lettera in cui mi sono rivista.
Solo per dirVi che me lo sto gustando tutto questo libro e piano piano sto cercando
di ritrovare anche me stessa. Baci, Paola M.

|
7 agosto
2006
Cielo, mare, vacanze, dovrei essere felice e serena e invece.... Tutto
mi sembra inutile, noioso, insopportabile e non mi piace niente e nessuno.
Che ci posso fare? Ho pensato di essere depressa e sono andata da uno
psicologo, ma la situazione non è migliorata e mi stava pure antipatico.
Solo tu mi hai dato un po’ di sollievo, Sto cominciando a capire
che soffro del peccato originale e sono una gran presuntuosa. Questo è
il guaio. Sono battezzata e a Dio ci credo moltissimo. Per favore prega
per me, te lo chiedo “umilmente”. Abbiamo in comune l’amore
per i cagnolini, il mio pelosino si chiama Gigi.
Vorrei incontrare un angelo come te? Ciao Emilio, ti voglio bene. Miriam
|
11 agosto
2006
Cari genitori di Emilio, spero che siate voi a leggere questa mia lettera. Avevo
letto Diario di un angelo con piacere perché è proprio un bel libro,
ma non posso dire di aver creduto che era stato veramente Emilio a scriverlo
dal paradiso. Siccome mi era piaciuto tanto, l’ho detto casualmente a
un’amica e ho scoperto che lo aveva letto anche lei, però credendo
profondamente che fosse dettato da un angelo. Così abbiamo cominciato
a parlare insieme della fede e di tante altre cose spirituali.
In seguito ho trovato il sito e ho cominciato a seguirlo e ho letto anche Cielo
che poesia. Diversamente dal primo Diario, l’ho letto piano piano e pensandoci
bene prima di voltare pagina. Ho fatto tutto un lavoro di riflessione e di riscontro
con i miei pensieri sulla fede. Così adesso posso dire che la mia vita è cambiata
perché sono diventato consapevole di credere in Dio. Questa è veramente
una grande gioia che mi dà tanta serenità e coraggio di andare
avanti. Scrivo per ringraziare il Signore dell’amore che ha per me ed Emilio
che me lo ha fatto vedere con un bel paio di occhiali.
Scrivo ai suoi genitori perché spero che gli farà piacere sapere
che i suoi libri hanno fatto del bene anche a uno sconosciuto come me.
Vogliate gradire i più affettuosi saluti. Luigi |
18 agosto
2006
Caro Emilio, scrivo per farti sapere che per la prima volta sono andato con mia
moglie alla processione del paese. L’ho fatto perché avevo appena
letto Diario di un angelo e ero rimasto impressionato della tua lettera per la
Madonna il giorno di Ferragosto. Ti ho pensato molto mentre in processione dicevo
l’Ave
Maria e anche Salve Regina. Mia moglie è stata contenta e ha detto che
non ci credeva che l'avevo accompagnata! Se non ridi, ti dico anche che mi ha
fatto il timballo per regalo! Adesso stiamo in ferie, ma sul lavoro ci sono tanti
problemi e io prego anche per questo. Ti vorrei chiedere
un aiuto del cielo e di tutti gli angeli, spero che mi aiuterai a prendere le
decisioni giuste. Grazie e non ti scordare di noi. Patrizio |
23 agosto
2006
Cari genitori di Emilio, ho "vagato" qua e là nel sito che raccoglie
le lettere di vostro figlio e le vostre esperienze di vita e ne sono rimasta
molto colpita! Sono mamma di tre bambine (l'ultima é piuttosto "impegnativa",
ha un carattere forte e ribelle) e il compito educativo a volte é davvero
pesante, perché non capisco dove la mano di Dio voglia guidare le mie
figlie e quindi sono spesso incerta nelle scelte, nell' impormi nei loro confronti.
La vostra esperienza di vita vi ha portati sicuramente a valutare il vostro ruolo
genitoriale in modo diverso da quello che avevate quando vostro figlio era piccolo.
Cosa mi consigliate? Inoltre ho letto dell'esperienza fatta da "mammabanana" nel
pellegrinaggio a Fatima e al ritorno a Roma: davvero toccante, soprattutto perché mi
ha fatto rivivere il dolore per quel distacco terreno, la sensazione di sentirmi
ancora orfana (ho perso mio padre in etá adolescenziale) che ho provato
in quei giorni. Mi ha molto incuriosito l'osservazione di Emilio relativamente
alla foto fatta in Basilica, a proposito degli "orbs". Non ne avevo
mai sentito parlare... Potete dirmi qualcosa di piú ? Vi ringrazio di
tutto cuore e vi mando un abbraccio. Monica G. da
Bolzano
RISPOSTA
Cara Monica, certamente il compito di educare è impegnativo, soprattutto
di questi tempi. Non è semplice neppure dare consigli ma, visto che me
lo chiedi, ti dirò che un buon principio a cui ispirarsi è quello
della coerenza. Credo sia molto utile costringersi a scegliere, dopo aver ben
riflettuto, una linea di comportamento e a non modificarla senza un ragionevole
motivo, che possa essere spiegato in modo comprensibile ai bambini. Questo li
aiuta a rendersi conto che per una mamma dire no è una gran fatica e a
capire che perché non
se la risparmia. L’obiettivo è di insegnare loro quando è il
caso di dirsi di no da soli, man mano che crescono e si rendono responsabili
del proprio comportamento.
Vuoi sapere degli “orbs”? Non ne avevo idea neanche io, ma adesso
un po’ mi sono informata. Non se ne sa nulla, prova a fare un giretto su
internet. Sta di fatto che, escludendo la polvere, l’umidità, i
difetti dell’obiettivo o i riflessi di luce, di cui si sospetta, resta
una buona percentuale di foto inspiegabili. Tra le tante ipotesi, anche quella
di Emilio. E se avesse ragione proprio lui?
Un abbraccio. La mamma di Emilio |
23 agosto
2006
Buongiorno mammabanana, in una delle ultime bellissime lettere di Emilio
( del 20 luglio u.s.), vi è l'immagine dei Santi del Paradiso che piangono
sulle nostre iniquità....é forse
una coincidenza che il Santo Padre nella udienza in data odierna, 23 agosto 2006
abbia fatto riferimento alla stessa immagine?
Un affettuoso saluto, Aldo
(ANSA) Città del Vaticano, 23 agosto 2006: “La Chiesa
non merita le sofferenze cui e' sottoposta oggi, così come Gesù non
meritò il suo supplizio”. Lo ha
detto il papa. Nell'udienza generale, Benedetto XVI ha parlato dell'Apocalisse
scritta nell'isola di Patos: “Giovanni - ha detto - e' addirittura
presentato nell'atto di piangere. E' uno sconcerto nel quale può ben
riflettersi il nostro sbigottimento di fronte alle gravi difficoltà e
incomprensioni che pure oggi la Chiesa soffre in varie parti del mondo.

|
7
settembre 2006
Sono Daniela, ho
perso l'Amore della mia vita da pochi giorni, a soli 28 anni, per un
incidente con la moto, dopo appena un anno di matrimonio. Sto passando
momenti di grande confusione, sconfino dal tormento al dolore al pianto
ai ricordi ai profumi, sono entrata in punta di piedi in queste lettere
di Emilio di cui mi ha parlato mia cognata e tra queste righe per
un poco trovo un pò di tranquillità. Leggo avida le parole
per cercare risposte e spero e spero ... Vorrei avere nel
cuore tutta la fede la speranza e la carità che si palpano in
ogni riga, lettera dopo lettera, ma al momento riesco solo a pensare
a Lui ai nostri sogni, progetti, sacrifici fatti per stare insieme,
penso se gli manco come lui manca a me, se ha sofferto. Spero di diventare
forte con il suo aiuto, al momento non lo sono ma spero di non perdermi.
Abbiamo fatto sempre tutto insieme e non riesco ad immaginare di camminare
da sola senza di Lui.
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13 settembre
2006
Buonasera signora Crispo, ho preso la sua
e-mail dal bellissimo volume scritto da lei, suo marito e suo figlio,
grazie al quale ho cominciato a trovare maggiore luce nella terribile
esperienza che mi è capitata.
Il 30 maggio scorso ho perso il mio bambino di tre anni e mezzo. Leggendo
il libro (l’ho praticamente finito e non vedo l’ora di leggere
il secondo volume) ho pensato, ovviamente e immediatamente al mio bambino,
immaginando di poter comunicare anch’io con lui… Ma mi dicevo
o forse è meglio dire, chiedevo al suo Emilio: “ il mio
Gabrielino è piccolo, non sapeva ancora scrivere, come posso chiedergli
di scrivermi ?”(sempre se Dio lo permette). E subito dopo mi sono
detta: “Forse Gabriele ha chiesto ad Emilio di aiutarlo” … E
in quel momento c’è stato un tocco di campana, o più d’uno,
non ricordo, della chiesa vicino casa mia.
Lei conosce l’angoscia, il dolore, lo strappo che si prova in questi casi
e dunque può capire i sentimenti che mi portano a scriverLe.
Diario di un angelo è bello, permette di inserirsi in una maggiore comunicazione
con Dio. Ogni tanto leggo alcune pagine a mio marito, perché so che lo
aiuterebbero ad uscire dallo stato di “attanagliamento” nel quale
ogni tanto ricade. Non che io ne sia esente, ma lui ha bisogno di rompere un
po’ di
più la cortina di scetticismo che a volte si costruisce. Tante cose mi
hanno colpito del libro: la bellezza del Paradiso dove ritroveremo la bellezza,
il profumo, i colori dei fiori, la dolcezza degli animali, gli amici, i parenti
e le persone che abbiamo amato, ciascuno con la propria caratteristica che li
contraddistingueva in terra. Davvero, mi piace molto il Suo libro, mi permette
di sentire ancora meglio e con più certezza il mio bambino, di sapere
che è VIVO e soprattutto che vive la vera vita, quella dove non esiste
il dolore, il pianto, il limite, la morte; quella nella quale Dio è presente
insieme alla Sua Mamma Celeste, agli angeli. Mi sembra che, scopo del libro sia
anche quello di aiutare persone come me, che hanno il bisogno di crescere nella
fede e nella conoscenza di Dio! A volte mi sembra di sentirlo vicino e ho come
la sensazione che lui cerchi il modo di aiutarmi a “sentirlo” ancora
meglio…
La saluto con affetto (anche se non ci conosciamo…) e spero di avere presto
Sue notizie. Laura T.
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22 settembre 2006
Cari
mamma e papà di Emilio,
anche se non ci conosciamo personalmente, sento il desiderio di mandarvi un forte
abbraccio, ringraziandovi per tutto ciò che, con amore, avete reso possibile. Cristiana
O. di Reggio Emilia

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3
ottobre 2006
Ho
potuto godere del conforto delle parole di Emilio e vorrei ringraziarvi
per aver avuto la voglia di condividere con noi la meraviglia delle sue
parole, un'altra sorgente di acqua viva oltre al Vangelo.
Le sue parole mi hanno dato conforto e certezza di un perdono che pensavo di
non poter meritare.
Un forte abbraccio da una figlia ritrovata.
Vi ricorderò nelle mie preghiere...anche
voi se potete fatelo per me ne ho un bisogno grande. Rita P.
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12 ottobre 2006
Grazie Emilio, grazie
Signore che ci ami infinitamente...aiutaci a rendercene conto. Grazie
perchè ci lasci divinamente e amorevolmente
a bocca aperta, anche se non lo meritiamo. L'immensa gioia, forza e
positività che
mi riempiono il cuore alle parole di Emilio, sono certa che non sono
che uno spuntino del delizioso e ineguagliabile pranzo offertoci da
Dio per l'eternità.
Emilio è gentilissimo mentre che
ci invita ad arrivare sufficientemente eleganti al banchetto Divino.
Cerchiamo di comprare in tempo i vestiti più belli, prima che
chiudano i negozi! Grazie dell'invito, Emilio.Ti amiamo. Katia |
25 ottobre 2006
Carissimo Emilio io ti ascolto ti leggo e cerco nelle tue parole, nella tua
continua testimonianza la certezza che vi giunge ogni preghiera silenziosa
che parte dal cuore come un sì convinto. Ci siete e ci
sarete, un giorno per sempre ci
ritroveremo uniti a coloro che tanto abbiamo amato, ai Santi, al
meraviglioso e laborioso papa Luciani, a Giovanni XXIII, a Giovanni
Paolo II, a Madre Teresa, a tutti coloro che hanno percorso il cammino della
fede lasciando una scia luminosa del loro esempio. La preghiera silenziosa
ed il mio sì mi accompagnano sempre. Con Dio condivido tutto, Lui
sa sempre tutto a volte resta silenzioso ad aspettarmi a volte mi rimprovera
dei miei egoismi, ma Lui sa bene che resta e resterà per
sempre la PERSONA più importante della mia vita.
Emilio, Ghigo, Andrea Pier Giorgio, non arrabiatevi con
me quando vi chiamo in soccorso, siete parte della
mia famiglia e vi voglio un mondo di bene. Non lasciatemi sola......esaudite
le mie preghiere siate gli angeli della mia famiglia. Già vedo
l'immagine di Gesù che ci attende alle porte del cielo, proprio come
tu lo descrivi, padrone di casa sorridente e accogliente, un vecchio amico
ritrovato che tanto abbiamo desiderato di poter riabbracciare.
Vi
voglio un mondo di bene.
Pina |
28 ottobre 2006
Mia dolcissima mamma di Emilio,
in questo periodo nel quale tutto ci
sembra più
triste ed opprimente, il ricordo dei nostri cari figlioli si fà più forte
che mai, con una gran voglia di poterli riabbracciare, anche solo per un'attimo...ed
a volte anche con il forte desiderio di raggiungerli e poter finalmente
godere di un pò di pace. Questi giorni, forse come non mai, ci
fanno capire di sicuro che la felicità esiste ed è quella
che non finisce mai, vero?
Comunque, e cito le parole del Santo Padre Benedetto, dobbiamo sforzarci e cercare
d'essere felici, perchè: "Se
l'Amato, l'Amore, il più
grande dono della mia vita, mi è vicino, anche in situazioni di
tribulazione "gaudete" ed
abbiate la gioia".
Questo io auguro a Lei ed anche
a me stessa con tutto il cuore.
Il mio affettuoso ricordo e un fortissimo abbraccio Mirella

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2
novembre 2006
Con un mazzo di fiori sono andato al cimitero e con il cuore sereno ho
pregato il Signore insieme a tutti i suoi santi. Ho portato con me un
recipiente pieno d'acqua perché i fiori appassiscono, se non
trovano ristoro alla sete. Signore, offrimi la Tua Acqua, inonda il
mio cuore appassito nella nostalgia del paradiso perduto. Manda il
mio angelo che vive con Te in paradiso a dissetarmi con l'acqua Tua
vitale. La fede illumina la mia vita, la speranza mi dà la forza
di esistere, l'amore mi rende sereno. Ma il miracolo di rendermi felice,
Signore, puoi farlo solo Tu. Quando me lo concederai annegherò in
un mare di gioia, un mare infinito che non può contenere neppure
una lacrima in più.
Io già Te ne ringrazio, perché credo in Te.
Angelo mio, porta in cielo il mio cuore in lista d'attesa e non lasciarlo
appassire. Con tutto l'amore dell'anima mia che ti è stata affidata.
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5 novembre 2006
Carissimi genitori di Emilio,
alcuni anni fa per caso in una libreria mi è capitato tra le mani
il primo di raccolta delle sue missive. La cosa meravigliosa è che
dopo averlo riposto nello scafale con l'intenzione di non acquistarlo,sono
tornata a casa con il mio libro " Diario di un angelo" nella
borsa! Quindi l'acquisto di cielo che poesia è stato più che
voluto!
Volevo ringraziarvi per il meraviglioso lavoro di divulgazione e sensibilizazione
del grande messaggio Divino che Emilio continua a inviare a tutti attraverso
di voi.
Vi abbraccio con affetto, Emanuela. |
7 novembre 2006
Cari genitori di Emilio,
in verità non so bene da che parte cominciare e sono anche piuttosto emozionata
mentre scrivo.
Mi sono avvicinata al primo libro scritto da Emilio, regalatomi da una mia carissima
amica, dopo aver letto molti altri libri che parlavano di dialoghi con persone
passate nella Luce.
Il motivo scatenante il mio interesse è stata la morte di mio padre avvenuta
alla fine di maggio di quest'anno, che, come potete immaginare, ha aperto in
me una nuova volontà di comprendere.
Il mio Amore per lui non poteva finire con la sua morte. E scritti come il libro
di vostro figlio confermano sempre di più quanto io credo: ho riscoperto
la Fede e ripreso con grande emozione a frequentare la Chiesa.
E' difficile racchiudere in parole le sensazioni che si stanno affollando in
questi mesi.
Ho amato in particolare il libro di Emilio per la sua "umanità",
nel senso che il suo modo di esprimersi, sempre molto profondo e pieno di messaggi
di Amore, è a tratti anche spiritoso e ciò lo rende ancora più credibile.
Il racconto relativo allo spettacolo Dogs mi ha entusiasmato, per il
messaggio Cristiano che contiene, tanto che mi piacerebbe, ed è per
ora un'idea solo allo stato embrionale, poterlo inscenare con l'aiuto di alcune
amiche mamme.
Sono eccitata e quasi spaventata di tutte le emozioni legate solo all'idea del
progetto, che mi chiedo cosa potrei provare se riuscissi a metterlo in atto.
Vi ringrazio in anticipo e vi abbraccio con tanto affetto.
Rossella Vo. |
9 novembre 2006
Carissimi genitori di Emilio,
vi scrivo perchè sono così felice di aver letto il messaggio del
2 novembre, perchè io lo stavo aspettando.
Vi spiego ciò che voglio dirvi: io vi ho già scritto a luglio per
raccontarvi del mio incontro con Emilio e questa abituale
amicizia continua, perchè Emi mi è vicino e come può si
fa vivo.
Il primo di novembre sono andata al cimitero dove riposano il
mio adorato papà e la mia cara mamma. Lì ho respirato
un'atmosfera di insolita felicità e ho sentito come un suono di
campanellini che mi ha richiamato a Emi. Gli ho detto di
volergli bene, l'ho ringraziato di essere vicino a me, anche se spesso non
lo merito, perchè ogni tanto mi allontano da Dio. Ma speravo
che scrivesse e parlasse del giorno della commemorazione dei defunti. Ebbene,
leggendo la lettera di
Emilio mi è sembrato che mi stesse rispondendo.
Avevo interpretato anche la lettera del 22 ottobre come una risposta
ad un mio momento buio: dice di cercare Dio, che Dio ci ama infinitamente.
Da quando c'è Emilio
nella mia vita, io ho una forza straordinaria: so che questo è un regalo
che mio padre a chiesto a Dio per me. Mio padre sapeva e conosceva il mio dolore
per la sua morte e ancora adesso dico ad Emilio che è difficile rassegnarci
alla non materialità dei nostri cari.
Voi siete dei genitori fortunati perché Emilio era strardinario in
vita terrena e lo è ancor di più ora in vita Divina. Vi abbraccio
con il più caro dei miei saluti e perdonate la mia presunzione nel sentire
mio l'angelo vostro. ROSSELLA Ve. |
23 novembre 2006
Riesco a sostenere il peso della famiglia e del lavoro, credo, solo grazie
alla forza della fede che ha acceso Emilio in me con le sue belle lettere.
Sono sicura che senza quell'energia soccomberei oppure farei delle pazzie,
invece sono ancora al mio posto con grande fatica ma con serenità.
tutto mi ruota intorno. Un abbraccio a
Emilio. Eugenia

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1 dicembre 2006
Cara mamma di Emilio, si ricorda? le ho già raccontato
che Diario
di un angelo mi è caduto tra le mani e poi due volte in testa,
finché ho
capito che dovevo portarmelo a casa. E ho fatto bene, perché la mia
vita è cambiata, cioè sono cambiata io che ho riscoperto
la gioia di vivere che mi offre la fede e l'Amore di Dio. In seguito sono
stata molto felice di sapere che i libri di Emilio in continuazione cadono
addosso a qualcuno che ha bisogno di loro, e tra questi anche ad alcuni miei
conoscenti che me lo hanno raccontato. Ieri, per l'ennesima volta, un mio
amico mi ha detto che gli è capitata la stessa cosa, e io, tutta contenta,
gli ho risposto che era successo anche a me e a tanti altri. Beh, sa cosa
mi ha risposto?
"E ti pare una bella cosa? Se continua così prima o poi qualcuno
si farà male!" Male??? Sono scoppiata a ridere, e anche lui.
Buffo, vero? Sono sicura che insieme a noi rideva anche Emilio.
Grazie caro amico angelo di tutto il bene che ci scaraventi addosso con
le tue parole, non stancarti mai di fare di tutto per costringerci a prestarti
attenzione. Un grande abbraccio. Lucetta |
1 dicembre 2006
Cari Emilio e genitori, grata per essermi stata vicina con il vostro
libro
Diario di un angelo, per aver condiviso con tutti
noi la speranza di ritornare a vivere. Loro ci aspettano sono solo partiti
prima..... e i cagnoloni .......
Rigraziate Emilio anche per me, il mio
nome è Kamadevi ma
lassù il messaggio sarà già arrivato...non lo sò ma
in cuor mio lo spero. |
5 dicembre 2006
Grazie, grazie Emilio e grazie a voi meravigliosi genitori.
Ho scoperto per caso i Diari di Emilio, navigando in internet; li ho
acquistati entrambi, il ho donato Diario di un angelo a mia cognata
il giorno del funerale di suo padre. Cielo che poesia l'ho tenuto per
me, leggendolo e facendo tesoro di ciò che
vi è contenuto. Quello che più mi ha colpito è ciò che
scrive Emilio:"Vivo di vita vivissima, che più vivi di così non
si può". Sono quasi le stesse parole che mi ha detto mio padre
quando, in sogno, mi è venuto a trovare: "Non
sono mai stato così vivo".
Sono
cattolica praticante, però dopo la "morte" di mio padre ho avuto
dei dubbi. Ora non più. Grazie ancora.
Enza |
19 dicembre 2006
Salve, mi presento, ho 25 anni e sto leggendo il libbro
di Emilio. Premetto, sono una persona talmente scettica che non credo a
niente e a nessuno, a volte mi vergogno a dirlo non credo neanche in Dio.
Ma, tornando alla storia di Emilio, la sto leggendo perchè sto male,
non lavoro non ho amici ed anche se ho una famiglia ed un ragazzo che mi
vogliono bene io mi sento sola ed inutile. Anche se non credo a niente
vorrei tanto che Emilio mi facesse ricredere in qualche modo. Vorrei
tano un segno dai miei nonni o dal mio angelo custode, sempre se è vero
che tutti ne possiedano uno. In poche parole vi chiedo con il cuore di
aiutarmi a credere in qualcosa per riuscire a vivere, perchè quella
di adesso non è vita. Per favore non ignoratemi almeno voi e rispondetemi
se potete. L. |
21 dicembre 2006
Sono stato ad ammirare un presepio antico con tanti angeli. E ho pensato
a te. La notte di Natale andrò a Messa e penserò a te.
Sarò lieto a Natale e penserò a te che mi hai riconciliato
con la vita in terra e in cielo. Stammi vicino, angelo
dolce, prega per me, chiedi
al Signore che mi aiuti a mantenere i miei buoni propositi, che Gli
offro con tutto il cuore. Ma il mio cuore soffre per il male che
affligge il mondo, per l'oscurità che ci avvolge quasi per privare
l'anima nostra della luce di Dio. E tante luci bugiarde attirano verso
la falsa speranza della vita affidata alla volontà umana, al
volere superbo che insegue false libertà.
Con te vorrei invocare Maria Misericordiosa che ci protegga con il suo umile
manto di Grazia e di obbedienza amorosa. A. |
24 dicembre 2006
Anche quest'anno la gioia del Natale sta arrivando, la nascita del Bambino
divino che ridà speranza alla vita, ridà dignità all'esistenza,
ridà fiducia nel nostro comune destino di figli di un grande
padre premuroso. E il pianto del bambino destinato a spazzare tante
miserie, tante inutili crudeltà e cattiverie umane.
Basta
affacciarsi al buio ed osservare le stelle accesse e sentire il loro
canto segreto che scende nel cuore e lo calma.
Quante inutili crudeltà quante
efferatezze, quante giovani vite di bimbi stroncate per una misera
sete di denaro e di vendetta. E' quando accadono queste cose su questa terra
che mi vergogno di essere uomo e nelle lacrime cerco una ragione e uno
sfogo al perché che mi chiedo.
Perché, perché, perché?
Poi le lettere di Emilio, ciò che mi dice e ci dice, mi rasserenano,
mi danno una boccata d'ossigeno, fermano le lacrime dandomi una ragione
che finché sono sulla terra
non potrò mai avere, ma posso avere con gli "occhiali della fede". Sono
sempre più sagge, sono sempre più speciali, con il dono
della sorpresa e della meraviglia che si ha nello scartare un regalo
inaspettato. Sono come una carezza data da un genitore che più non
c'è ma no sentiamo lo stesso. Sono come un aprirsi della nebbia
per farci vedere quello che nasconde.
emilio parla di una terra, di un regno, di un mondo fantastico dove si
può finalmente vivere il classico lieto fine delle favole: e vissero
per sempre felici e contenti. E lui ce ne permette un assaggio già qui
sulla terra, in mezzo al rumore, agli urli, ai dolori, alle disgrazie
alle continue cattiverie degli uominie e violenze sempre più frequenti.
Proprio per questo grazie ad Emilio e ai suoi fedeli scriba. Un abbraccio
e un sereno Natale. Lorenzo |
30 dicembre 2006
Con il cuore stretto mi appresto a salutare la fine di questo vecchio
anno, che tanto ci ha fatto piangere per delitti orrendi contro
la vita e l'amore (Ma esistono delitti che non siano orrendi?).
La
morte ha imperversato contro la vita come sempre, mi viene da dire,
ma ormai anche contro l'amore. Gli uomini imprudenti e incapaci sempre
di più allungano
la mano rapace sulla vita, sembra ormai già stabilito
che possono decidere quando è giusto volere che fiorisca
o che si spenga. Il dubbio che sia lecito viene scavalcato con strenua,
folle arroganza: si cercano ragioni nei diritti della persona e della
società,
ma la persona vive, in se stessa e nell'altra, in un mondo in cui
ognuno pretende di trasformare in diritto ciò il proprio vantaggio
o ciò che scambia per tale.
E
l'amore si sperde nella selva oscura che ignora il diritto di Dio
sul destino delle sue creature. Nessuno più considera che esiste
un
diritto all'amore, il diritto di Dio che ama tutti i suoi figli incondizionatamente,
anche coloro che non sanno amare.
Vorrei che il nuovo anno vedesse gli uomini impegnati a scoprire il
valore dell'umiltà
per mettersi alla scuola di Dio e cominciare ad imparare l'amore. L'Amore
quello vero, quello giusto davvero che non si chiede mai chi ne ha diritto.
Questa è la mia preghiera. Chiedo troppo? Emilio prega con me,
il Signore ci esaudirà.
Buon anno in cielo come in terra. Con amore. Alfio |