8 gennaio 2003 "Amare è il mio fare, e questo
fare non è stare ma evolvere in continuazione producendo
energia che dà vita, luce, suono, appagante in bellezza
e felicità". Vorrei che fosse già così in ogni istante, anche in questa nostra vita attaccata alla terra e immersa nella materia. Tu, colce Emilio, compagno generoso della mia solitudine, mi stai insegnado che nulla è impossibile all'amore. Ed io sto cominciando a capire che soltanto nell'amore la vita è vita, non più soltanto attesa di vivere. Ernesto con gli occhiali |
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13 gennaio 2003 "... Ecco un suggerimento da rivolgere a quanti, ai giorni nostri, credono senza ombra di dubbio che la scienza sia l'inesauribile pozzo delle riserve umane, al quale attingere per concedersi qualsiasi libertà sociale, morale e spirituale. A costoro consiglio di considerare la scienza come un insieme di esperienze per riconoscere in se stessi l'immagine e la somiglianza di Dio, e non il piedistallo sul quale rivendicare diritti di uomo-dio". (Cielo che poesia - Lo scriba, pag.169) e ancora: "L'ordine naturale delle cose ha dotato l'uomo di intelligenza e gli ha fornito tutti gli elementi necessari al progresso e a progredire nella conoscenza di Dio. Egli invece si è impadronito della natura. Un delirio di grandezza lo illude di poter regolare la nascita, la vita, la morte, e gli fa intravedere il miracolo della creazione della vita. Quando ciò avverrà egli si crederà regola e depositario dell'ordine naturale delle cose. Da qui al mettere bocca intorno all'ordine divino il passo è breve. Allora Adamo si sentirà ingiustamente punito e sarà di nuovo il caos". (Cielo che poesia - La vera natura dell'uomo, pag.95) Ho incorniciato queste frasi nel mio ambiente di lavoro per averle sempre sotto gli occhi e perchè tutti le leggano. Bisogna riflettere sulle tue parole, caro Emilio. Io prego il Signore che salvi l'umanità dai delitti della scienza. E' grande e prezioso il tuo impegno per ricondurci alla vocazione di figli di Dio. Aiutami sempre, veglia sulla mia vita e sul mio lavoro, consigliami nelle scelte ed illumina i miei pensieri. Ti ascolterò e te ne sarò sempre grato. In terra saremmo stati quasi colleghi ed io vorrei diventare un giorno tuo collega in cielo. CARLO |
| 8 febbraio 1999
CIELO CHE POESIA - Sul filo del traguardo, pag.305 Caro Emilio, grazia per l'aiuto che mi danno queste parole. Le ho lette
e rilette fino ad impararle a memoria. Ho tanto bisogno di aiuto per
immaginare ogni istante della sua vita, perchè credo che è vivo,
che nulla è finito e voglio essergli vicino. Prego il Signore
che la sua vita sia felice come lo era qui vicino a me. Com'è la
felicità
del paradiso? Io non posso credere che ci voglia tempo per arrivarci,
e che bisogna ancora soffrire dopo tutto il dolore della morte. Cerco
di essere buona più che posso perchè quando sarà
vorrei riabbracciarlo subito e non aspettare più neppure un istante
prima di essere ancora insieme e per sempre. Io posso vivere nell'attesa
solo perchè credo che lui è già felice in paradiso,
e mi vede che aspetto di raggiungerlo e gli mando tanti baci che può
raccogliere perché mi è già vicino. E anch'io lo
vedo, il cuore non ha occhi ma sa vedere. Dolce Emilio, cercalo,
trovalo e dagli un bacio anche tu, da parte di sua madre. |
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10 febbraio 2003 "Il Dio di cui vi parlo e vi racconto con gioia, esaltazione e tenerezza filiale, non è il Dio di una piccola comunità di credenti, ma è il Signore Iddio Onnipotente di tutta l'umanità credente e, a sua insaputa o contro la sua volontà, anche dell'umanità non credente". (Cielo che poesia - pag. 134) Di questi tempi, e con il gran parlare che si fa delle diverse religioni, queste sono le parole più sagge ed oneste che si possano dire. Me le ricorderò ogni volta che sento dire tutte quelle sciocchezze che farebbero ridere se non fossero così pericolose. GIANNI |
11 febbraio 2003 "Gesù... ama l'uomo nelle sue umane debolezze e non può fare a meno di esserne riamato, pur nei limiti che tale amore manifesta. Per questo non perdona la leggerezza di Tommaso, perché Tommaso è fatto così e lui lo ama lo stesso, e non necessita di perdono. Amore e perdono sono infatti inscindibili e indissolubili, come il destino dell'uomo lo è con quello del suo creatore". (Cielo che poesia -Bastian contrario, pag. 256) Questa è la mia "frase del cuore", non
aggiungo altro. Sono fatta così, non so parlare. MARIA |
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9 marzo 2003 Caro Emilio, è così difficile
capire. Dove sono questi esperti capaci di fornire risposte
chiare ed essenziali? |
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14 aprile 2003 Volevo solo dire che leggere le parole di Emilio mi ha dato tanta
forza e speranza..!! I numerosi riferimenti alle coccole mi hanno
fatto sorridere ...così io immagino il paradiso...."coccole
a non finire".Purtroppo i momenti di dolore fanno
pensare tanto, spingono a farti tante domande...ma spero che col
tempo Dio mi aiuti a capire, se non razionalmente almeno a rafforzare
la mia fede, il mio voler così intensamente confidare nel
suo amore! Grazie per aver divulgato le sue parole.Livia |
4 maggio 2003 "...Consegnate
anche questo messaggio a quanti si aspettano messaggi privati.
Più
privati e personali di così non si può. Altri, o meglio
tutti, si facciano forti della Materna benevolenza della Madonna
del Rosario, Che ama le preghiere a Lei dedicate e non si rifiuta
mai di esaudirle. Siate sereni e sperate nella Sua Misericordia." (Cielo
che poesia, pag.160
- 11 marzo 2000) |
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15 giugno 2003 "Tu sei strumento e bersaglio al tempo stesso di un Volere buono, in un Progetto di bontà che ti coinvolge in prima persona. Ma non ne puoi capire il perché, almeno per ora, ed è bene che sia così. Devi solo continuare a compiere un atto di fede". (Cielo che poesia, pag.154 - 27 febbraio 1999) Hai scritto questa frase a proposito di tutt'altro argomento, ma io
l'ho sentita detta per me, tanto mi riguarda da vicino. E' proprio
quello che ho bisogno di sentirmi dire ogni giorno. Tu, caro Emilio,
sicuramente capisci il perché e mi perdonerai se mi sono
appropriato delle tue parole per farmi coraggio. |
| 29 giugno 2003
La prima volta che ho incontrato Emilio è stato
molto casualmente (niente è casuale!) entrando in una libreria
a Udine. Non cercavo nulla, ma qualcuno mi ha portato sino al banco
dove era esposto Diario di un angelo. Ho subito pensato: questo
libro sta aspettando me e così l'ho comperato e letteralmente
divorato. Pochi giorni dopo ho comprato una seconda copia e l'ho
regalata alla mamma di una ragazza scomparsa in un incidente in montagna.
So di avere fatto una cosa buona: era una volontà del cielo!
Qualche tempo dopo, non so esattamente quando, ho ricevuto un segno
da Emilio. Ho provato immediatamente la sensazione che Emilio mi
ha dato prova della sua esistenza. Grazie Emilio, e grazie alla tua famiglia che ha avuto il coraggio di venire fuori allo scoperto. Patrizia |
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14 giugno 2003 Sono affezionatissima alla lettura delle vostre comunicazioni con
Emilio. Spero di non sembrare una persona strana nel raccontare le
mie esperienze con Emilio, credo persino che una volta Emilio mi
abbia dato un segno della sua presenza. ... E´ meraviglioso
sapere che le persone dell´Aldilà ci sono vicine,
anche se a volte ho paura che sia tutto frutto della mia immaginazione.
Pensare che questo sia vero è anche e forse un modo per colmare
il grande vuoto che ti piomba addosso quando una persona cara ti
ha improvvisamente lasciato. Emilio con le sue scritture sta aiutando
tanta gente, grazie anche a Voi che con tanto impegno e tanta
cura avete provveduto alla stesura dei libri. |
17 giugno 2003 Caro Emy, ho letto la tua lettera del 27
aprile 2003, e l'ho sentita personalmente indirizzata
a me in una sera in cui ero particolarmente triste per l'altrui
incomprensione verso i miei sentimenti: |
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15 luglio 2003 "Più l'amore si farà puro,
spogliandosi di dolore e di nostalgia, di disperazione e di rimpianto,
più si ridurrà l'effimera distanza che sembra separare
noi e i mondi nei quali conduciamo la nostra esistenza. Caro Emilio, queste parole le ritrovo nel mio cuore ogni volta che l'incognita di ciò che mi aspetta mi brucia nella mente e mi toglie la voglia di andare avanti. Gli intralci materiali di cui tu parli sono tanti e pesano, a volte più di quanto posso sopportare. Per questo non penso al futuro, e mi consola la fede che un giorno arriverà la liberazione. Se credessi di dover ricominciare... Ma non ci credo. ..."L'esistenza è una sola, quella dello spirito libero. Libero soprattutto di dedicarsi totalmente all'Amore di Dio e di riceverne senza intralci materiali, scoprendo nell'amore totale la forma più sublime e gratificante di linguaggio spirituale, universale ed individuale. Grazie all'Amore di cui vi sto parlando crolla ogni distinzione tra cielo e terra, intesi come luoghi in cui evolve la vita dello spirito. Essi si mescolano in un'atmosfera unica ed omogenea che solo il dolore è in grado di scombinare. Ma il dolore è solo sulla terra, racchiuso nella materia...". Emilio caro, conforti la mia fede nell'amore per la
vita: "una
sola". Un giorno anch'io guarderò la terra dall'alto
in basso come te. Ma tu intanto non farmelo pesare e ricorda quando
anche tu guardavi il cielo con il naso all'insù. |
15 luglio 2003 Caro Emilio, ti ho incontrato per caso, in una libreria a Milano,
mentre mio figlio Luca curiosava di qua e di la'. |
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25 luglio 2003 ...Ho aperto il libro a caso e ho letto questa frase che significa molto per me: Noi abbiamo altri compiti, come quello
di scuotere gli animi, farli trepidare, farli vibrare ed ardere
d'amore riportandoli in sintonia con Dio. Vuoi essere il mio angelo custode? Io lo desidero, soprattutto dopo
aver letto questa frase, e ti chiedo di scuotermi, farmi trepidare
ed ardere d'amore, di riportarmi in sintonia con Dio. Si è
inaridito il mio cuore e mi sembra di vivere a metà. Niente
è capace di farmi vibrare di gioia o di dolore, forse perché
di gioie ne ho avute tante e di dolore troppo. Però ringrazio
Dio di avermi messa al mondo e di avermi dato un angelo da amare. |
31 luglio 2003 Caro Emilio, non
ho letto i tuoi libri ma dopo aver visto alcuni brani delle tue lettere
sul web mi sono riproposto di farlo al più presto. Ho 25 anni
e da parecchio tempo mi sono avvicinato al mondo del paranormale,
non chiedermi perché, non c'è un motivo particolare,
lutti per fortuna non ne ho avuti, forse siete stati voi a chiamarmi.
Anche oggi mi ritrovo di fronte a questo sito quasi per caso, e così
mi sono messo a leggere alcune delle tue lettere e mi sono emozionato,
anzi, sono ancora emozionato mentre ti sto scrivendo perché nelle
tue parole io vedo la speranza, la luce, la voglia di vivere, ma
soprattutto vedo l'amore. Gabriele |
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5 Agosto 2003 Da poco è morto mio nonno Rodolfo. Per me era un secondo padre e la sua scomparsa, dopo una lunga malattia, mi ha sconvolto.Ma al tempo stesso mi ha scosso e fatto scoprire l'immenso Amore di Dio. Ho vissuto 30 anni al buio senza la luce di Dio, ma dopo la morte di mio nonno mi sono risvegliato da un lungo sonno. In questi giorni mia madre mi ha fatto leggere i due libri di Emilio. E' meraviglioso sapere che lassù ci vogliono vivi e ci guardano con amore.Ogni giorno leggo e mi sembra di essere un assettato che si abbevera alla fontana. Vorrei che il libro non finisse mai.Grazie Emilio. Mi hai dato le lenti della fede. Nicola da Catania |
6 agosto 2003 |
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19 agosto 2003 Durante i miei studi universitari a Tor Vergata, prima
di laurearmi in Lingue e letterature straniere, mi recavo spesso
alla Facoltà di Medicina perché era un luogo in cui
riuscivo a concentrarmi di più. Il tuo volto mi sembra un
po' familiare. Forse ti ho incontrato in Facoltà. Un caloroso abbraccio a te e ai tuoi genitori. Maura P.S. Caro Emilio, salutami la mia cara amica Patrizia, una delle mie compagne del corso di danza. Anche lei è salita al cielo dopo un incidente stradale, all'età di 17 anni. Sono sicura che lei continua a ballare con grande gioia... Un bacio! |
20 agosto 2003 ....Sono profondamente credente, anche se credere è difficile perché richiede impegno, coerenza affinché non sia un parlare a vuoto. Ho sempre amato gli angeli: ho letto testi esaurienti ed attendibili, ho avuto esperienza di sogni premonitori e di piccoli-grandi segni che è banale definire coincidenze... Una mattina di due mesi fà, depressa per l'inevitabile
tristezza che si prova quando la vita in certe fasi è particolarmente
avara di soddisfazioni e non risparmia colpi bassi, ho conosciuto una
collega che mi ha colpito per la sua serenità, e mi ha prestato
una rivista dove c'era un articolo che riguarda il solare, meraviglioso
Emilio e i suoi libri...... Sono andata in una libreria e ho comprato
l'unica copia disponibile, che sembrava messa là per me... ...Dopo qualche giorno ero sul letto con mia madre, nel tardo pomeriggio pieno di calura, che quest'anno è veramente insopportabile. E leggevo la frase:"Noi non andiamo mai in vacanza, per il semplice motivo che qui è una festa continua. Una eterna beatitudine". La mia mamma adorata è al tramonto, l'abat jour ha lampeggiato sottolineando questo punto della lettura. Noto tanti piccoli segni, tutte "emiliate", se mi si consente. Tutte combinazioni? Certo, bisogna saper leggere tra le righe e rifuggire dalle inezie, che riescono a tenerci ancorati alla realtà che merita di essere presa in considerazione con il dovuto distacco. Non cercavo nessuna conferma, in quanto già credo e sono una cattolica praticante e convinta. Ho sentito subito profondamente vere le parole di Emilio, i suoi messaggi pieni di luce tanto da essere accecanti. Volevo dire grazie perché Emilio ha cambiato il mio modo di pregare, che ora sento più forte, vivo, e la mia paura della morte si sta sciogliendo come neve al sole. Ho quarantatre anni, sono fidanzata, ci sposeremo presto.
Lui ha un barboncino al quale prodiga delle cure oserei dire paterne,
mi ha fatto amare i cani, ecco perché anche le dimostrazioni
di affetto di Emilio per i suoi cagnolini sono totalmente corrispondenti
alla realtà, ora che comprendo quale rapporto profondo si istaura
tra i cani e i loro "padroni". Ho visitato il sito e ho stampato il dossier pubblicato. Che felicità, che gioia! Ho letto le lettere degli altri lettori e mi sembra che il "club degli amici di Emilio" sia sempre più affollato. Bene, è segno che quel seme sta germogliando un po' dovunque. Ce n'era bisogno in questa era di buio.Grazie per l'aggiornamento del 14 agosto: la Madre Celeste conosce tutte le nostre miserie e il Suo Manto d'Amore, maternamente, le ricopre tutte. La mia spigolosità, con l'amorevole influenza delle parole
del Diario -che è riduttivo
definire semplicemente parole- si sta smussando, anche se il mio
cammino
è iniziato da tempo. Riesco a superare le beghe familiari con
un sorriso, rifuggo dalle polemiche e dai rancori e godo di una certa
tranquillità, anche se la mia vita è quella di sempre...E'
come se stessi seguendo le tracce per una caccia al tesoro. Il premio
finale è trovare Dio, o, se preferiamo, la nostra anima che
deve dilatarsi al punto da diventare tutt'uno con Lui. Anna Rita Q. |
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Al
mio angelo custode |
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Una brezza
leggera la sabbia piena di conchiglie rosa un colore irridescente un'ombra lieve un profumo d'incenzo. Tu che guardi attraverso i miei occhi a volte rispondi in quei sogni di vita serena e quando alleggerisci la fatica di vivere. Non so se potrò afferrare la Tua ombra riflessa nell'arcobaleno e la Tua pace al crepuscolo quando mi accarezzi la fronte... |
Anna Rita Quintiliano |
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27 agosto 2003 La madre di un angelo. Grazie |
19 settembre 2003 ...abito in un piccolo paese nella provincia di Piacenza, sono una ragazza di 27 anni, sono sposata da tre anni, mamma di una meravigliosa bambina, che da quando è al mondo non ha fatto altro che portare il sole nella mia vita e in quella di mio marito. Quando la guardo mi chiedo cosa mai abbia fatto di così buono per meritare un simile dono, proprio io... Ed ora sono in attesa di un altro bimbo. Beh, ora posso dirvi perchè vi scrivo. Un giorno, mentre curiosavo tra i libri di mia sorella ho trovato il
diario del vostro angelo e, dopo averlo preso in prestito (sono
tre anni che lo tengo in prestito), mi è venuta una gran voglia
di scrivervi. Non è da me scrivere a qualcuno che non conosco,
anzi non è proprio da me scrivere. Tornando al libro, per
la prima volta nella mia vita ho avuto la sensazione di vivere le
situazioni che leggevo e mi sentivo bene. Invidio un po' la vostra
esperienza, lo dico in senso buono, e penso che sia un'emozione talmente
forte che solo provandola si può capire. Salutatemi Emilio che sicuramente sarà col mio papà e l'angelo che ha la santissima pazienza di vegliare su di me. Barbara |
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29 settembre 2003 "Lasciarsi andare in balia della Fede non vuol dire lasciarsi trasportare dalle onde di un mare in burrasca, vuol dire invece non rinunciare a governare. Sto cercando di dirvi che la Fede non va scambiata per l'accettazione passiva ed inerte di un destino senza alternative, la Fede va coltivata e vissuta con partecipazione responsabile, consapevole, attiva di opere a di azioni, senza rinunciare alla propria dignità umana". (Cielo che poesia, pag.151) ...Sono un marinaio sempre in viaggio, mi sento solo e qualche volta
lontano da tutto. I tuoi libri, Emilio, mi fanno compagnia e mi aiutano
tanto. Ti farà piacere sapere che li leggo sul mare e guardando
il mare, mi sembra di vederti sulla tua barca a vela e di seguire
la rotta che mi stai indicando. Vorrei imparare a tenere il timone
come te. Grazie. Guido |
18 ottobre 2003 Con mio marito eravamo alla ricerca di una barca e
prendemmo appuntamento con un broker per il 12 febbraio a Cala Galera.
Arrivata lì fui colpita dal fatto che, pure essendo pieno
inverno e lunedì, ci fossero diverse barche a vela che stavano
rientrando al pontile. Il giorno successivo rientrammo e mi misi
alla ricerca di un qualcosa da regalare alla mia mamma per il primo
San Valentino da Angelo del mio Papà, il cui nome di battesimo è Angelo. Chiara |
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22 ottobre 2003 Cari genitori di Emilio. E' stato come un segnale dal cielo per me. Stavo attraversando
uno dei momenti più difficili della mia vita a causa della fine
inaspettata e in circostante poco pulite di una storia d'amore, la
prima, la più importante che abbia mai provato, ed ero nello
sconforto più totale. Già da qualche tempo, mi ero riavvicinato
alla preghiera, e alla fede, perchè sentivo che dal cielo qualcuno
mi chiamava. Non voglio assolutamente paragonare il dolore per la perdita
di una persona cara, con la fine di un rapporto di coppia, anzi, mi
sono spesso vergognato di aver sofferto e di soffrire tanto per una
cosa giudicata da molti così banale al giorno d'oggi, considerate
tutte le sofferenze ben peggiori che ci sono; comunque per me è
stato devastante, tanto che ho pensato più volte di togliermi
la vita. Ho anche seguito una psicoterapia, perchè intuivo che
non ce la potevo fare da solo. Ora a ripetere queste cose mi sento
un'adolescente ingenuo e superficiale, ma per me è stato un
grande dolore che tutt'ora stento a superare. Comunque, dopo estenuanti
ricerche durate quasi due mesi, sono riuscito a trovare il libro
di Emilio. Ma credo che le difficoltà non
vengano mai a caso, come ogni evento. Quel
testo andava conquistato con pazienza e dedizione. Ora
lo so. Vi abbraccio con infinito affetto e sincera commozione e gratitudine. Omar |
27 ottobre 2003 Caro Emilio, per qualche attimo mi è sembrato
che parlassi proprio con me: " caro
collega ricordati di curare te stesso". Più o
meno erano queste le parole... Grazie da una collega che si occupa di cuore. Ciao Nella |
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28 Ottobre 2003 Ciao Emilio, io non mi limiterò a citare una
frase del tuo libro: sarebbe troppo poco racchiudere tutto il sentimento,
la delicatezza e le emozioni dei tuoi messaggi. Un abbraccio spirituale Cristina |
5 novembre 2003 "A costo di sconfessare quanti sostengono che il mondo dello spirito è privo di emozioni, di incertezze, di curiosità e tutto è scontato e prevedibile, a costo di scandalizzare ed irritare quanti si definiscono custodi ed interpreti di dottrine teologiche, io vi assicuro che nulla è più concreto e divertente di Dio, concreto e divertente nell'amicizia, concreto e disarmante nella semplicità. Dio è divertente, Dio è allegro, Dio è spensierato, Dio è gioia di vivere. Dio è fedeltà e condivisione, Dio è generosità, Dio è confidenza, Dio è complicità, Dio è umiltà, Dio è partecipazione. Dio è speranza, Dio è esuberanza, Dio è equilibrio, Dio è perseveranza, Dio è servizio. Insomma, Dio è il meglio dell'uomo elevato a divino, così come Gesù è il meglio di quanto il Signore abbia saputo incarnare nell'uomo. Gesù non ebbe nulla di astratto, ne mai ne avrà dopo essere salito in cielo con il Suo corpo glorioso, nel quale Dio stesso si è calato per farsi ad immagine e somiglianza dell'uomo, che aveva progettato e realizzato prima che i secoli cominciassero a misurare il trascorrere del tempo....La vita eterna del Padre Supremo ha fisssato la propria esperienza umana all'età della giovinezza più allegra e consapevole. Questa è l'età più festosa e spensierata che si vive in cielo. Per sempre". (Cielo che poesia, pag.235) Qualche volta mi sento in colpa per l'allegria delle mie giornate. Se penso alla tristezza e al dolore che in tanti miei fratelli cancellano la gioia di vivere e di ringraziare Dio di avergli dato la vita, quasi chiedo perdono della mia felicità e provo la paura di doverla pagare un giorno con tante lacrime. Ma la paura svanisce subito, ne ho già passate tante e non ho mai smesso di credere in Dio e nel Suo amore per me. Caro Emilio, in queste tue parole ho ritrovato il mio modo di credere in Dio Padre, di cercare in Gesù il migliore degli amici, di sentire nell'anima mia il dono gioioso dello Spirito. Vorrei riuscire a condividere il mio sorriso alla vita con tutti quelli che incontro, aiutami tu e chiedi a tutti gli angeli custodi amici tuoi di darci una mano. Cuor contento |
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7 novembre 2003 Vi ho appena visti su Rai 1, nel programma di Vespa
- Porta a Porta. Sono rimasta profondamente colpita dalla Vostra
testimonianza, io, scettica e poco credente.Tanto da correre ad accendere
il PC e digitare il nome di Vostro figlio sul primo motore di ricerca.
Ecco il Vostro sito. Complimenti per il Vostro coraggio. Francesca |
7 novembre 2003 Quando ha acceso la tv ho visto la foto di un ragazzo
il cui viso non mi tornava nuovo. Ho subito pensato che si trattasse
di Emilio ed ho avuto la conferma quando ha capito che a "Porta
a Porta" stavano parlando dei suoi libri. Affettuosissimi saluti, Stella (cara Stella, spero sorriderai leggendo questa frase, con la quale che mi permetto di intervenire nella tua lettera). Se poteste soltanto immaginare come ci sbellichiamo dalle risate, quassù, quando ci arrivano certi sorrisetti sussiegosi. A costoro chiedete cosa abbiano da ridere, se la loro vita finirà per sempre con la morte e nessuno potrà mai spiegare loro la ragione delle tribolazioni di cui stanno tanto a lamentarsi. Nè conoscono alcuno a cui chiederlo. (Cielo che poesia, pag.252) |
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7 novembre 2003 L amore diviene coraggio. Lamore si manifesta.
Non teme sterile scetticismo di chi non conoscerebbe nemmeno Dio
incontrandolo per la strada: Dio non rimane in cielo sul suo trono,
viene fra noi attraverso i suoi Angeli. Come Emilio. Complimenti
genitori di Emilio, che bello vedervi a porta a porta a far conoscere
il miracolo più
bello dellesistenza: L AMORE CHE NON MUORE MAI. Francy |
8 novembre 2003 Carissimi, ho assistito con molto interesse alla trasmissione
di ieri sera "PORTA A PORTA" . Ho constatato nuovamente
l'ottusità
della scienza ufficiale che nega ciò che non sa spiegare.
Paradigma dell'uomo ormai preda di una sorta di delirio di onnipotenza! |
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8 novembre 2003 Ci vogliono tantissimi cavilli
e pretesti per negare o rifiutare l'evidenza, ed in questo vi
sono specialisti isospettabili e professionisti dichiarati. Non
vi lasciate intimidire da costoro, poichè essi stessi
sono terrorizzati dalla verità
che sempre ha la meglio sui preconcetti razionali, sui sofismi d'accademia,
sulla stupidità intellettualoide. Sono un credente e anche un po' credulone, ma l'altro ieri in TV non credevo alle mie orecchie. Infatti c'era uno psicologo che spiegava a "due" genitori che ricevono lettere dal figlio morto che non ci crede. E sapete perchè? Perchè - ha detto testualmente- questa esperienza non è ripetibile. Ma mi faccia il piacere!!! Non si è accorto che lo stava dicendo a "due" persone? Questo è davvero incredibile, che un professore non sappia fare uno più uno = due. Bravi, genitori di Emilio, che non vi siete fatti intimidire, però con certi soggetti non era difficile. Vi ho conosciuto insieme ad Emilio nei suoi libri, che ho scoperto parecchio tempo fa e non ho ancora smesso di leggerli.(Infatti la pagina giusta l'ho trovata subito). Ora mi sembra di conoscervi di persona e vi voglio bene insieme ad Emilio ancora di più. Grazie a Vespa anche per questo. Gianpaolo |
10 novembre 2003 Grazie per il vostro coraggio e la vostra testimonianza.
C'è bisogno più che mai di voi ora, perché c'è
bisogno di verità che sia gridata dai tetti...Eppure saranno
in tanti a dire: è solo il vento che muove le foglie.Quelle
persone così piene di disonestà intellettuale sono
troppo intente a difendere roccaforti di potere e di scientismo ormai
retrogrado e parassita. Che figura quella del professor Vacca e dei
suoi colleghi del CICAP... Tutti sacerdoti di quel "pierangelismo" che
pure tanto consenso riscuote perché in fondo è sicurezza, è
certezza che la propria fede nella scienza che non può spiegare
oltre, è anche garanzia di essere importanti, anche domani. A presto. Un abbraccio in Dio. Piergiorgio F. |
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11 novembre 2003 Ho scoperto questo sito "per caso". Grazie ad Emilio e a Dio per questo grande dono! Ho digitato il nome di Emilio mentre navigavo non so per quale ricerca...ed ho cominciato ad esultare quando ho capito che il secondo libro di Emilio, tanto atteso e cercato dal 2000, era uscito. Sinceramente in libreria avevo smesso di chiederlo, perché pensavo che non l'avrei più trovato. Naturalmente sono corsa a comprarlo e ho dovuto ordinarlo
perché non era disponibile. Prima di avere il libro volevo scrivervi
per fare una domanda a Emilio sugli angeli, ma non l'ho fatto. Finalmente
ieri ho ritirato la sospirata copia di CIELO CHE POESIA, ed ho iniziato
a leggere ad alta voce in macchina a mio marito le prime pagine, con
una frenesia fanciullesca di chi vuole in un attimo colmare un vuoto
di anni. Ma la commozione mi ha impedito di continuare, perchè
la prima letterina, a pag.15, stava rispondendo alla domanda che non
ancora avevo formulato. Dirvi grazie non è nulla, ma vi voglio bene.: Serena |
12 novembre 2003 Casualmente, pochi giorni fà ho visto ad un
programma televisivo due genitori, Lui stimato cardichirugo, Lei
giornalista, che sostenevano di ricevere messaggi da loro figlio
prematuramente scomparso nel pieno della vita; ho pensato subito
che questo fosse una reazione psicologica causata per la perdita
di una persona cara, un dolore così
atroce che la mente umana cercava di lenire. Mi sono dovuto ricredere. Dopo
aver letto solo poche lettere di Emilio, ho capito che queste parole
non venivano da questo mondo, e con tutta la stima che posso
avere per i due genitori, non credo che, per quanto bravi scrittori,
riuscirebbero da soli a scrivere quelle bellissime parole che
hanno una dolcezza ed una profondità di pensiero che dà vertigine.
Non sono di questo mondo! Non c'è amore più grande che donare la propria vita. Forse è vero...Nella vita siamo come fanciulli sulla riva del mare, esultiamo se troviamo una bella conchiglia o un sassolino colorato....mentre l'oceano...l'immenso e sconfinato oceano della Sapienza rimane inesplorato d'innanzi....L'Amore sopra ogni cosa....tutto il resto è acqua che non disseta. Ciao Emilio, ti aspetto......Aldo |
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18 novembre Con affetto sincero. Simonetta Biserni |
30 novembre 2003 Con affetto fraterno, Vincenzo Millemaci |
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2 dicembre 2003 Cristiana |
5 dicembre 2003 Carissimi genitori di Emilio, Ho avuto la fortuna di riscoprire anch'io gli Angeli, da una decina
di anni, in circostanze diverse e con segni molto meno evidenti e,
da allora, adesso li riconosco e mi aiutano ad entrare nel Mistero: è
strano, ma prima di "incontrarli" non mi ero mai accorta,
che durante la Messa sono "uniti" a noi al "Sanctus"
e invece adesso tutte le volte che li sento nominare, anche nelle letture
della Bibbia, ho un lieve sussulto e le mie labbra sorridono di gioia. Ora devo salutarvi perchè non voglio abusare del vostro tempo prezioso. Anche se mi farebbe piacere, non voglio che vi disturbiate a rispondermi, perchè immagino quanti messaggi riceverete. Sento lo stesso che siamo vicini e, anche se non ci capiterà di incontrarci qui, in questa dimensione, spero, me lo auguro e prego Dio, che saremo tutti insieme a gioire... un giorno! Ancora grazie, un abbraccio forte, Beatrice G. |
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8 dicembre Carissima amica, mamma di Emilio, Affettuosi baci Mamma Patrizia Ti mando una poesia che ho scritto ieri per Rocco. |
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ROCCO, mio
eterno amore, |
Ti vedo sorridente
e felice |
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8 dicembre 2003 .... Sto facendo di tutto per scrollarmi di dosso la disperazione che
spesso mi assale: ho contattato sacerdoti, uno psicologo e missionari,
leggo libri riguardanti la morte e pre-morte, ho pregato e prego,
ma la nostalgia di un figlio è grande come è grande
il rammarico per non averlo visto andare avanti in questa terra e
crescere il suo amatissimo figlio. Il 14 dicembre è un anno
della nuova vita di Fabrizio, il suo primo compleanno. Sarà celebrata
una messa in suo ricordo ed io se avrò la forza e il coraggio
leggerò
una preghiera al Signore. Mamma Lara |
8 dicembre 2003 Oggi è l'Immacolata Concezione ed immaginavo che gran
festa fanno gli angeli... immaginavo Emilio mentre la descrive con
gioia. Pensavo alla maternità, al Natale e alla mamma di Emilio,
al suo essere madre coraggiosa e teneramente riamata dal figlio.
La penso spesso e provo una profonda tenerezza mentre la immagino
disegnare accompagnata da un angelo, o quando penso a tutto il dolore
che è riuscita a superare trasformandolo in motivo di gioia
per molti. Sono felice di aver incontrato sul mio cammino la vostra
famiglia e cerco di portarvi come esempio. Auguri per un Natale pieno di gioia e prego il Signore che vi dia ancora tanta forza per diffondere speranza come state già facendo.Tanti, tanti auguri e un forte abbraccio Patrizia P.S.: sul periodico "Nazareth" ho trovato questo brano... "Io penso che ci siano due modi di scrivere: con la penna
e con il cuore.
Nel primo caso la penna cerca la sola parola, ma la parola sbiadisce,
nasconde e, talvolta, tradisce. |
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10 dicembre C'è stato un tempo lontano in cui, pur nell'inquietudine
della ricerca e nello sforzo del divenire, mi sono sentito spesso
avvolto in un calore positivo che mi prendeva per mano e mi accompagnava
nello sforzo. Oggi non è più così. Da molto
tempo ho ceduto le armi arrendendomi alle mie debolezze, che sono
diventate i carnefici miei e di chi mi ha amato. Leonardo |
12 dicembre 2003 (inviata il 29 ottobre) " Dio ha tempo e spazio da dedicare a tutti, proprio a tutti,
e lo fa concedendosi in forma di amore del padre, del figlio, della
madre, dell'amico, del confessore, del parente prossimo, del vicino
di casa, di chiunque sia disposto ad aprire al prossimo uno spazio
di carità di cuore da occupare per un attimo o per sempre". Questa la frase che mi ha colpito di più e in cui mi ritrovo. Infatti, meno male, ci sono alcuni, anche se pochi, buoni amici; alcuni, anche se pochi, buoni parenti che si interessano a me. Così posso combattere la mia solitudine e cerco di trarre il meglio dal mio rapporto con loro. Dando importanza alle piccole cose la vita può sembrare meno pesante, meno dura... Per fortuna ci sono i veri amici! Cerco di ricambiare il loro affetto come posso, ed inoltre mi sto impegnado a pregare ogni tanto per le persone che mi hanno fatto soffrire e per quelle che mi stanno ancora facendo soffrire, perché ritrovino la strada giusta, anche se questo potrebbe voler dire non riprendere comunque alcun buon rapporto con me. Ma non importa, l'importante è che, trovando la strada giusta, non facciano così soffrire altre persone dopo di me. Allo stesso tempo prego Dio perché mi aiuti ad imparare a perdonare. So di non essere completamente sola, anche se per altri motivi lo sono. Colgo l'occasione per gli auguri di Buon Natale, che sia felice per
tutti, soprattutto per i più infelici. Auguri per l'Anno Nuovo,
che sia per tutti ricco di amore, affetto, amicizia, gioia, pace e
serenità. E...ricco di altri messaggi di Emilio Maria |
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16 dicembre 2003 Caro Emilio e cari genitori di Emilio, Elisabeth Norberg - Schulz |
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